La manifestazione
Costretto a chiudere per i vandalismi
Raid nella notte alle Poste a Cevoli di Lari costringe a bloccare l’attività per alcuni giorni, distrutto il bancone e un pc
LARI. I ladri come moderni Unni, vandali dei nostri giorni. Hanno costretto l’ufficio postale di Cevoli di Lari a chiudere per alcuni giorni in seguito ad un’incursione compiuta la scorsa notte. Probabilmente volevano compiere un furto. Non ci sono riusciti ma hanno devastato l’interno del piccolo ufficio che è utilizzato dagli abitanti della frazione ma anche da quelli dei centri vicini. Cittadini che ieri mattina quando sono arrivati alle Poste sono stati accolti da un cartello affisso sulla porta di ingresso dell’edificio situato lungo via del Commercio, la strada che da Ponsacco porta a Casciana Terme.
Un modo per informare gli utenti e far capire loro che il disagio non era dovuto - una volta tanto, considerata la cronica mancanza di portalettere - all’azienda. Quando piuttosto alle conseguenza di un raid vandalico. I danni principali, a parte alla porta che è stata forzata per entrare, sono stati causati al bancone che separa gli impiegati dagli utenti.
L’allarme, di cui l’ufficio è dotato, non è entrato in funzione. Per cui i vandalismi sono stati scoperti a distanza di tempo da quando erano stati compiuti.
«Serve un bancone nuovo – hanno spiegato i dipendenti, ieri mattina, ai cittadini che chiedevano notizie – è stato rotto anche un computer. Per cui non possiamo lavorare, ci dispiace ma fino a quando non saranno riparati i danni il servizio al pubblico è sospeso».
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato un sopralluogo e cercato di ricostruire come è avvenuto l’atto vandalico.
Per le Poste in Valdera non sono giorni facili. Solo pochi giorni fa rapinatori armati di una spranga di ferro hanno danneggiato il bancone del piccolo ufficio della frazione di La Rotta durante un assalto armato. Anche in questo caso non si sono “limitati” a fare un prelievo.
Hanno portato via più di 25mila euro e di fatto costretto le Poste a chiudere l’ufficio per due giorni. Per dare la possibilità agli operai di sostituire il vetro mandato in mille pezzi con l’intenzione di aprire un varco e di arrivare a mettere le mani sui soldi che erano in cassa.
Una somma considerevole trovata perché all’inizio del mese, in un giorno in cui cominciano ad essere pagate le pensioni.
I danni alla struttura non sono stati da poco. Per cui l’attività è stata interrotta non solo per un giorno, come succede di solito dopo una rapina.
Oltre alla rabbia per furti e rapine che sono sempre più numerosi c’è anche quella per i disservizi.
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