Il Tirreno

Pontedera

Cdc, c’è uno spiraglio contro i licenziamenti

di Manolo Morandini

Al tavolo con i sindacati l’azienda presenta l’alternativa ma detta le condizioni Obiettivo: un anno di cassa integrazione straordinaria per 127 addetti

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PONTEDERA. C’è lo spiraglio della Cassa integrazione straordinaria. È l’alternativa alla messa in mobilità che Cdc Spa pone sul tavolo della trattativa, in risposta alle richieste di istituzioni e sindacati. Due i percorsi, tanti quanti i settori del Gruppo informatico coinvolti dalla ristrutturazione, logistica e commercio, per attenuare l’impatto della crisi sul territorio. Lo spettro è la lettera con cui l’azienda lo scorso 4 aprile a aperto la procedura per 127 esuberi di cui 108 sono nelle sedi di Fornacette e Gello: 77 nell’area commerciale e 50 a seguito dell’esternalizzazione del magazzino.

Termini per una trattativa che i sindacati presenteranno ai lavoratori nelle assemblee in programma all’inizio della prossima settimana. Poi, giovedì 10 maggio, il nuovo incontro con la delegezione dell’azienda presso l’Unione industriale di Pisa. Tempi stretti, tanto quanto i margini per derogare dalle condizioni che Cdc pone per aprire alla Cassa straordinaria. «Condizioni a cui l’azienda è disposta a ritirare la procedura di mobilità con la contestuale firma di un accordo sindacale che recepisce queste richieste», afferma l’Ad del Gruppo di Gello, Enrico Dell’Artino.

Nel dettaglio, l’utilizzo di ammortizzatori sociali per Cdc è limitato esclusivamente alla Cassa straordinaria, che verrebbe attuata con modalità differenti. Per gli addetti alla logistica, per i quali vale il contratto dei metalmeccanici, si tratta del percorso previsto in caso di cessazione attività, mentre per gli impiegati che hanno il contratto commercio il ricorso sarebbe giustificato dalla situazione di crisi aziendale. Ma Cdc chiede garanzie sul costo del lavoro, che la Cassa non preveda la rotazione tra i dipendenti e che data la situazione finanziaria dell’azienda, sia previsto il “pagamento diretto dell’integrazione salariale da parte dell’Inps”. Inoltre, che dopo un anno, alla scadenza della Cigs, eventuali esuberi escano in mobilità, confermando l’obiettivo di attestare la forza lavoro a 200 unità. Unico spiraglio la disponibilità a utilizzare la mobilità volontaria, con un apposito accordo sindacale.

Ad annunciare margini per l’apertura di una trattativa è anche l’assessore regionale Gianfranco Simoncini che giovedì pomeriggio in Regione ha incontrato il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, l’assessore al lavoro della Provincia di Pisa Anna Romei e i rappresentanti sindacali della Cdc per informarli sull’esito della riunione che lo stesso ha avuto nei giorni scorsi con i vertici dell’azienda. «L’azienda ha ribadito la propria intenzione di ristrutturare ma anche di aver dato la propria disponibilità a confrontarsi per ridurne l’impatto sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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