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Braccia incrociate per 4 ore lunedì è sciopero in Valdera

PONTEDERA. Sciopero generale di quattro ore e manifestazione a Pontedera per dire “no” a quanto prodotto dal governo in fatto di riforma del mercato del lavoro. Lunedì prossimo la Cgil ha intenzione...

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PONTEDERA. Sciopero generale di quattro ore e manifestazione a Pontedera per dire “no” a quanto prodotto dal governo in fatto di riforma del mercato del lavoro. Lunedì prossimo la Cgil ha intenzione di mobilitare i lavoratori della Valdera di tutti i settori, eccetto quelli del pubblico che, a causa dei tempi ristretti, non potranno prendere parte all’agitazione, ma saranno comunque rappresentati alla manifestazione.

Dalle 8 alle 12, quindi, braccia incrociate e alle 8,45 concentramento in piazza della Stazione per il corteo. Il tragitto: da via Dante, proseguendo in via della Misericordia per poi dirigersi verso corso Matteotti, da via Lotti, e terminare in piazza Cavour, davanti al comune di Pontedera. Il corteo, che si preannuncia numeroso, fa parte di una serie d’iniziative che la Cgil sta mettendo in campo per accompagnare il dibattito in parlamento del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro.

Un pacchetto di 16 ore di scorso 20 aprilesciopero. L’inizio è stato a Saline di Volterra per i lavoratori della Valdicecina. Lunedì a Pontedera, mentre il 15 maggio l’attenzione si sposterà a Pisa, con un altro sciopero e manifestazione. La conclusione di questa prima tranche è prevista per il 18 maggio nella zona del Cuoio. Il direttivo nazionale della Cgil sta decidendo la data di una grande mobilitazione, almeno nelle intenzioni, che coinvolga tutta l’Italia con manifestazioni a carattere provinciale.

Ad illustrare l’iniziativa di lunedì il responsabile dell’area organizzativa della Cgil provinciale Massimo Basilei, il segretario provinciale della Fiom, Marcello Franchi, e quello della Filctem, Tania Benvenuti, con l’assenza giustificata di Cinzia Bernardini, responsabile della Filcams. Dell’attuale testo della riforma del mercato del lavoro, la Cigl contesta la discrezionalità del giudice rispetto al reinserimento di lavoratori licenziati per crisi economica, il fatto che non sia stato ancora affrontato il tema della precarietà e il peggioramento degli ammortizzatori sociali.

In pratica, «il governo vorrebbe cancellare tre forme di sostegno al reddito: la mobilità, i contratti di solidarietà e la cassa integrazione in deroga». Una simulazione di Cgil Toscana ha dimostrato che, alla metà del 2011, i lavoratori che usufruivano di questi tre strumenti erano 12.800, di cui il 10% in provincia di Pisa. «Se passasse così il disegno di legge – dice Basilei – sarebbero senza una rete economica».(a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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