Il Tirreno

Pontedera

Ucciso da un’auto mentre attraversa

di Sabrina Chiellini
Ucciso da un’auto mentre attraversa

Saif, 16 anni, stava correndo perché non voleva perdere il pullman: la vettura lo ha travolto. Inutili i soccorsi

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CAPRONA. Vede il bus che si avvicina alla fermata. Corre velocemente, agita le mani sperando che il conducente possa aspettarlo. Saif Benhadia Forti, 16 anni, di Caprona, in pochi istanti, senza quasi rendersene conto, va incontro alla morte. Senza guardare se ci sono macchine attraversa la strada , la provinciale Vicarese a Caprona, conosciuta per i troppi incidenti.

Sbuca lungo l’asfalto da un parcheggio (che è vicino a via Filippi dove abitava lo studente) e da una siepe. Nello stesso momento (sono circa le 13.30) arriva una macchina che va verso Uliveto, una Renault Megane condotta da una donna di 56 anni, di Pisa.

L’impatto è inevitabile quanto violento. E il corpo del ragazzino vola via. Sul bus che doveva portarlo a scuola a Pisa Saif non salirà mai.

«Non ho potuto fare niente per evitarlo – dirà la conducente con la morte nel cuore – è arrivato sulla strada da dietro la siepe. Ho cercato di evitarlo ma era impossibile».

Le condizioni del sedicenne sono disperate. I primi soccorsi gli vengono praticati da un passante che cerca di aiutarlo a respirare aiutato anche da un’infermiera arrivata subito dopo il tragico impatto. In tanti telefonano al 118 di Pisa, chiedono l’intervento di un’ambulanza. Quei minuti sembrano un’eternità e Saif se ne sta andando sotto gli occhi disperati dei compaesani, di persone che lo conoscono o che anche lo hanno incontrato a Caprona dove tutti bene o male si conoscono.

Tra i primi ad accorrere sono i parenti del sedicenne: la tragedia è lì, a meno di cento metri di distanza dalla loro casa. E poi il sedicenne ha una storia familiare dolorosa. Ha perso la madre, il padre di origini nordafricane è andato via da Caprona.

La nonna, Oriana Forti, alla quale era stato dato in affidamento dopo la scomparsa della madre, è morta circa un anno fa. Così ora ad occuparsi di lui, adolescente dai mille interessi, studente dell’istitito professionale, dove seguiva l’indirizzo alberghiero, era un parente. Per quest’ultimo una disperazione arrivare lungo la Vivarese e sapere del ragazzino. Dopo i primi soccorsi sulla strada il sedicenne viene caricato sull’ambulanza (sono intervenuti i mezzi della Pubblica assistenza di Cascina e della Cri di Fauglia) dove resterà a lungo ma ogni manovra per rianimarlo risulta inutile. Comincia una lunga attesa per conoscere le decisioni del magistrato di turno in Procura a Pisa. E per dare la possibilità alla polizia municipale di Vicopisano (sono intervenuti anche i carabinieri di San Giovanni alla Vena) di effettuare i rilievi e stabilire la dinamica oltre che eventuali responsabilità nella tragedia.

Scene di dolore. Una giovane madre piange a telefono mentre racconta al figlio che “è morto Saif”.

I parenti del ragazzo si chiudono nel dolore. Cercano di capire cosa è successo, piangono per la tragica fine di Saif pensando a quanti momenti difficili la vita gli aveva riservato.

Arrivano anche gli amici, ragazzi di Uliveto e di Caprona, ex compagni di scuola (il ragazzo ha frequentato le medie a Calci) che stentano a credere ai loro occhi. «Era un bravo ragazzo, sempre positivo anche quando aveva qualche problema». Ricordano i momenti trascorsi insieme, guardano verso l’ambulanza e l’amico che non rivedranno più se non in una bara per dargli l’ultimo saluto.

Sull’incidente mortale è stata aperta un’inchiesta. La salma, su decisione della Procura, è stata trasportata all’istituto di medicina legale di Pisa per l’autopsia. Anche per questa ragione non è ancora stata stabilita la data del funerale che non ci sarà prima di due giorni. Saif aveva tanti amici a Uliveto Terme, paese dove era nata la madre morta in giovane età, quando lui era un bambino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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