Sicurezza
Onori a “Il Perez”, pittore dimenticato
La sua fama ha attirato l’attenzione di Vittorio Sgarbi: «Presto verrò sul posto»
CASTELNUOVO VALDICECINA. Alla Leccia non finiscono mai di stupire.
Al punto che le meraviglie che il piccolo borgo riserva agli avventori amanti dell’arte, della storia e delle leggende sembrano davvero infinite. Questa volta l’attenzione si concentra su un pittore locale dimenticato, sconosciuto ai più, ma autore di opere notevolissime; fra cui un contributo alla Cappella Sistina, in quanto allievo e seguace della maniera di Michelangelo.
Il pittore in questione ha adesso attirato l’interesse del noto critico Vittorio Sgarbi, il quale si recherà in Valdicecina proprio per approfondire l’argomento. Matteo de’ Gondi da Leccia, detto anche “Il Perez”, era, a cavallo fra Cinquecento e Seicento, un artista di rilievo internazionale: il soprannome gli deriva infatti da un lungo periodo trascorso in America latina.
A Roma, oltre a una parte nei lavori all’interno della fabbrica della Sistina, si cimentò anche nell’affresco absidale di Sant’Eligio degli Orefici. Ma la sua dipintura più nota è senza dubbio la Madonna del Libro, conservata, guarda caso, proprio nell’unica chiesa dall’architettura di derivazione sudamericana in Toscana. La caratteristica che rende unico il santuario è il portico, che avvolge la struttura al punto da riscriverne la pianta, che da una forma a "T" diviene triangolare. La Madonna, che lì era conservata fino a poco tempo fa, ha da sempre un fascino indiscusso in paese. Si pensa che stia insegnando a Gesù Bambino a leggere, e le poche informazioni disponibili ci dicono che il quadro si infila nelle pieghe della massiccia propaganda anti luterana di fine Cinquecento.
Un peccato quindi che un personaggio come il “da Leccia” non sia stato compreso adeguatamente. «Non lo conosco quasi per nulla, ma andrò sicuramente sul posto per studi più approfonditi», incalza Vittorio Sgarbi. Chissà che il critico non si fermi proprio nella struttura ricettiva – una casa-museo – che la famiglia Gualerci sta allestendo e che sarà pronta a inizio di giugno. «Sgarbi, grazie all’amicizia che ci lega, sarà sicuramente uno degli ospiti più papabili. E anche una molla indiscussa per il turismo locale», entra nel merito Nicola Gualerci. «Si tratta di una struttura ricettiva di alto pregio, con mobilio storico e quadri d’epoca. Il tutto unito alle ultime tecnologie abitative».
Jacopo Paganelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
