Sicurezza
«Qui standard di qualità più alti»
Millozzi replica a Casati: «Per non consumare suolo occorre costruire in altezza»
PONTEDERA. La questione l’aveva sollevata, con un intervento, MarcelloCasati, il sindacalista Uilm, che aveva parlato addirittura di un ecomostro, in fase di realizzazione nella zona del quartiere Sozzifanti. Il sindaco Simone Millozzi replica, «sorpreso ed esterrefatto». Dice che qyella di Casati è « superficialità e supponenza. Casati associa l’immobile che si sta realizzando nei pressi della nuova Coop, alla periferia sud della città, a un immobile dell’Elba che è stato al centro di gravi vicissitudini giudiziarie. L’immobile in via di realizzazione a Pontedera è realizzato nel pieno rispetto di tutte le normative urbanistiche, in una zona che ne ha l’appropriata destinazione d’uso».
Verde pubblico: una media alta. Millozzi sgombera il campo da ogni illazione e cerca di fare chiarezza anche su altro. «A Pontedera sono stati stabiliti degli standard volumetrici più stringenti di quelli imposti dalla legge – dice – È sotto gli occhi di tutti: gli standard a verde e attrezzature pubbliche (circa 50 metri quadri per abitante, previsti a Pontedera) sono, in misura superiore rispetto ai minimi di legge (18 metri quadri ad abitante) e alle indicazioni della Regione Toscana ( 30 metri ad abitante)».
Una scelta voluta dall’amministrazione. «Non c’è in questo territorio l’abnorme consumo di suolo denunciato da Casati – prosegue Millozzi – Cerchi altrove tale consumo di suolo. Pontedera è una città di 28mila abitanti ma ha un’utenza quotidiana pari al doppio: non è giusto riequilibrare questo rapporto? Non è giusto che la nostra città aspiri a crescere, in modo sostenibile, affinché si possa scegliere di risiedere a Pontedera e non solo di usufruirne dei servizi? Non è giusto che aumentino i residenti che sono anche coloro che si fanno carico delle esigenze della città? Tutti i dati e le analisi di questi anni ci dicono che questa è la politica giusta: i dati del recente censimento, seppur provvisori, ci dicono che la città è cresciuta. Accanto a questa crescita, come certificato dal Centro Sintesi di Mestre con uno studio, è aumentata e migliorata di pari passo anche la qualità della vita, ambientale, sociale ed economica. Forse a qualcuno non piace questa crescita».
Le industrie recuperate. Ricorda che «abbiamo dimostrato una capacità di affrontare la deindustrializzazione che non ha pari: non esistono nella nostra città grandi immobili abbandonati nonostante la enorme presenza industriale. Sono forse da farsi rientrare nel concetto di “ecomostri” i piani di recupero messi in campo dal Comune per non lasciare nel tessuto urbano aziende o stabilimenti dismessi? Cosa dire di tutto l’asse del Dente Piaggio dove all’inesorabile fase di riduzione della presenza industriale, che rischiava di rappresentare una ferita lacerante del tessuto urbanistico e economico, si è contrapposto un previdente intervento di recupero a funzioni pubbliche di quegli spazi».
Un polo del’innovazione. Oggi in quell’area è presente la ricerca, l’università, i servizi avanzati, la formazione . «Cosa dire degli spazi ex fabbrica del ghiaccio ed ex cordificio Billeri, spazi abbandonati nel quartiere Fuor del Ponte, che con ottimi piani di recupero hanno restituito qualità e vivibilità al quartiere? E degli spazi dismessi ex Crastan ed ex Finocchi ancora presenti nell’area urbana dove i piani di recupero esistenti permetteranno di migliorare quella zona della città? Questi piani di recupero pur di non consumare suolo si svilupperanno anche in altezza: si tratta di una scelta “mostruosa”?»
Come non si consuma il suolo . Se non si vuole consumare nuovo suolo, volendo rispondere alle esigenze di fruibilità del centro è sbagliato crescere anche in altezza? Si domanda il sindaco. «Sarebbe stato meglio costruire solo villette in aree ancora verdi? E i costi di questi nuovi immobili sarebbero stati alla portata di tutti i cittadini? Le scelte non sono semplici e automatiche, si tratta di cercare un equilibrio, tra tutte le esigenze, che a Pontedera sembra sia stato trovato. A chi giova questo attacco immotivato alle scelte urbanistiche della città? Perché questa ingenerosità verso il nostro territorio? Non mi sembra, se questo fosse il tema, che nello skyline di Pontedera, nelle cartoline della nostra città, si possano annoverare “ecomostri”. Nello skyline della città oggi ci sono le nuove torri eoliche che pure costarono grandi critiche all’Amministrazione Comunale ma che oggi sono comprese da tutti e da tutti indicate come simbolo della città.»
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