Il Tirreno

Pontedera

Marros cambia pelle nuovi soci in azienda per superare la crisi

di Manolo Morandini
Marros cambia pelle nuovi soci in azienda per superare la crisi

L’Ad Alessandro Papini: «In tre anni contiamo di crescere al ritmo del 20%, anche rilanciando le calzature Tremp»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Far strada con il marchio Tremp. L’Industria calzaturiera Marros Spa sceglie nuovi sentieri e parte con il viatico del cambio di assetto proprietario. Un passaggio messo a segno con la regia di Sici, la società di gestione del risparmio partecipata dai principali istituti finanziari toscani. Si allarga la storica compagine con l’ingresso di un pool di soci del territorio pisano, mentre al timone approda Alessandro Papini in veste di amministratore delegato.

Una ricapitalizzazione di 800mila euro, per metà sostenuta dalla vecchia compagine, che vede un assetto partecipato a pari quota con i nuovi entrati. Nel curriculum di Papini tra le altre le esperienze ci sono quelle in aziende del calibro di Ferragamo e Prada. Due nomi che danno il segno della traiettoria su cui scommette Marros a partire dalla forza consolidata del proprio marchio Tremp. «Nei prossimi tre anni contiamo di avere un ritmo di crescita del 20% annuo, portando il fatturato da quota 14 milioni di euro a circa 20 milioni – spiega l’Ad Papini –. E per metà contiamo di realizzarlo con le calzature a nostro marchio».

I conti del 2011 chiudono in rosso. L’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci è prevista nelle prossime settimane. «Un segno di salute dell’azienda è l’assenza di magazzino», sottolinea l’Ad. Che aggiunge: «Il mercato della calzatura è in forte contrazione, ma ci sono delle aziende che hanno comunque saputo ritagliarsi uno spazio competitivo importante». E le difficoltà di Marros per l’Ad sono soprattutto «da imputare a una crisi di idee. Un’azienda che in passato ha lavorato molto sul prodotto ma non sulla marca».

«L’obiettivo, mantenendo le produzioni come fasonisti per i marchi dell’alta moda, è di ricalibrare la distribuzione delle nostre calzature, quelle a marchio Tremp, che per il 70% si vendono all’estero – sostiene Papini -. La distribuzione è un valore altrettanto pari a quello del prodotto. Oggi non si compra più una scarpa perché se ne ha la necessità, ma soprattutto sulla base di un’emozione». E Tremp parla il linguaggio del casual luxury: «alta qualità, immagine e made in Italy, ma senza per questo chiedere un prezzo esoso». Non sarà un cambio di pelle ma la strada imboccata dalla Marros ha riflessi anche sull’occupazione. Una cinquantina gli addetti, due le assunzioni recenti: un capo manovia e un addetto alla selezione dei pellami. Ma si cercano ancora dei modellisti eper farsi avanti è sufficiente bussare alle porte dell’azienda (www.tremp.it).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web