Il Tirreno

Pontedera

Francese suona l’allarme «Non si vede la ripresa»

di Manolo Morandini

L’economia della provincia nell’analisi della Cgil viene dipinta a tinte fosche Sotto stretta vigilanza la vertenza Cdc: controlleremo i bilanci degli ultimi anni

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PONTEDERA. La fotografia dell’economia provinciale che traccia la Cgil di Pisa è a tinte fosche. «Restano situazioni di estrema difficoltà», dice il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese. Che aggiunge: «In tutte le zone registriamo l’assenza di elementi che facciano parlare di un’effettiva ripresa dell’economia. Tutti fattori che di trimestre in trimestre ormai vengono auspicati da quattro anni».

La lunghezza del tunnel che si trovano ad attraversare molte imprese segna un ulteriore elemento di difficoltà. «In molti casi ci troviamo di fronte ad aziende che nell’attesa della ripresa hanno esaurito tutte le possibilità di ricorso agli ammortizzatori sociali», sottolinea il segretario Francese.

I numeri per dare il senso della modificazione in atto nel tessuto produttivo il segretario Cgil li prende dal rapporto che il sindacato regionale ha realizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerche economiche Ires. «La cassa integrazione si mantiene su livelli elevati nel primo trimestre di quest’anno, simili a quelli del 2010». E aggiunge: «Raffrontando i redditi su un campione delle denunce presentate ai nostri Caaf tra il 2010 e il 2011 emerge una progressiva erosione rispetto al costo della vita, determinato essenzialmente dall’aumento delle tasse sul lavoro».

A sottolineare l’allarme è anche l’ipotesi di riforma del mercato del lavoro annunciata dal governo Monti. «Se passa, per come è stata presentata, in materia di ammortizzatori sociali non saremmo in grado di gestire situazioni come quella dello Scatolificio Bientina o di Cdc. E se sarà così ci troveremmo di fronte ad un aumento “secco” del tasso di disoccupazione nel nostro territorio».

«La vertenza Cdc aperta dalla proprietà presenta molte ombre – sostiene Francese –. A breve ci saranno nuovi incontri in Regione e contiamo di far piena luce sull’atteggiamento della proprietà perché ad oggi sembra contraddittorio. Il nostro impegno è rivolto a guardare in profondità i bilanci degli ultimi anni».

Altra vicenda calda in Valdera investe lo Scatolificio Bientina, una cinquantina gli addetti rimasti senza una prospettiva. «È una situazione disperata ed è l’effetto di una pessima gestione da parte della famiglia Marcucci, proprietaria dell’azienda – dice il segretario Cgil –. Una svolta poteva arrivare se si fosse presentato un interlocutore disposto a rilevare l’attività». Che conclude: «La Regione c’ha messo tutto l’impegno che poteva però con tutta probabilità Rosi non era il soggetto idoneo per “salvare la patria”. Abbiamo anche richiesto alla Regione di vigilare sugli affidamenti che Fidi Toscana ha dato a Rosi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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