Il Tirreno

Pontedera

Un pool per salvare il tendone

di Giacomo Pelfer
Un pool per salvare il tendone

La proposta del sindaco durante la discussione in consiglio comunale sullo spazio feste de La Serra

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. «Un pool di associazioni che facciano capo al territorio». È la prospettiva ipotizzata dal sindaco Vittorio Gabbanini per la futura gestione del famoso tendone de La Serra, requisito dal Comune per la mancata ottemperanza all'ordinanza di demolizione scaduta a febbraio. Se n'è parlato ieri in consiglio comunale, chiamato ad esprimersi, per adesso, sull'utilità pubblica della struttura, in modo da scongiurare la procedura di smantellamento prevista per legge.

«In base alle norme – ha spiegato l'assessore Mariateresa Piampiani – la struttura dovrebbe essere demolita a spese del responsabile dell'abuso, a meno che il consiglio comunale non riscontri un rilevante interesse pubblico». Interesse condiviso da tutto il consiglio, ma votato solo dalla maggioranza, con l'astensione di Sel, da un lato, per i dubbi sulle procedure che hanno condotto all'attuale situazione, e il voto contrario del Pdl, dall'altro, per le ipotesi di futura gestione a vantaggio dei vecchi proprietari.

«Non potrà essere il Comune – ha detto il sindaco – a gestire il tendone, ma dovremo coinvolgere le associazione che fanno capo a La Serra. Non è vero che la struttura ha ospitato solo sagre, ma sono comunque favorevole ad un tavolo per la calendarizzazione delle iniziative presenti nel comune». Laura Cavallini di Sel, invece, ricordando il progetto originario del 2003, poi modificato da una variante mai arrivata ad approvazione, ha sottolineato adesso la necessità di «inserire la struttura all'interno di un piano. Il Comune – ha chiesto - ci dica cosa ne vuol fare, cosa ne sarà del vecchio progetto, perché fino ad oggi ha tenuto comportamenti ambigui». «In quella variante – ha detto il capogruppo Pdl Roberto Ferraro – non c'era scritto che sulla struttura pendeva già un'ordinanza di demolizione. Come consiglieri abbiamo rischiato problemi giudiziari. Gli ex proprietari hanno avuto un atteggiamento arrogante, nonostante il Comune avesse chiuso più di un occhio. Noi siamo favorevoli al tendone purché sia a disposizione di tutta la collettività, e non delle stesse persone de La Serra che hanno compiuto l'illecito. Lì si sono fatte iniziative che non andavano bene: è l'ora di regolamentare il numero e la durata della sagre». «La vicenda nasce dallo stretto legame tra politica e Case del Popolo – ha aggiunto Carlo Corsi – che da sessant'anni porta a pensare che si possa far tutto».

«Invito Ferraro a respirare un po' l'aria de La Serra – ha ribattuto Francesco Lupi (Pd) –. L'interesse collettivo è innegabile: se vogliamo che le frazioni vivano, anche a livello sociale, dobbiamo garantire certi strumenti. Se oggi La Serra e i suoi prodotti sono conosciuti lo dobbiamo in gran parte a queste manifestazioni. L'amministrazione, nel pieno rispetto delle norme, dovrà continuare a garantire questa possibilità alle associazioni». Una prospettiva difesa anche dal capogruppo democratico Simone Giglioli: «Deve restare nelle mani della popolazione de La Serra; altrimenti sarebbe uno scippo, perché quella struttura è frutto di un duro lavoro che deve essere rispettato e non disprezzato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze