La manifestazione
Piaggio, sindacati bocciati dal sondaggio dei “grillini”
Al questionario, articolato in 8 domande, ha risposto un quarto degli addetti Il giudizio: «Siamo stanchi di vederli subalterni agli interessi dell’azienda»
PONTEDERA. «Stanchi di vedere i sindacati subalterni agli interessi dell’azienda, alcuni operai hanno deciso di tastare il polso ai loro colleghi». Così il Movimento 5 Stelle di Pontedera spiega le ragioni del sondaggio che ha svolto in fabbrica. Il risultato: un vuoto di rappresentanza è la richiesta che il sindacato torni a svolgere il ruolo che gli compete.
Sono stati 529 i questionari distribuiti, 138 quelli restituiti ai grillini. Otto le domande. «Almeno un quarto dei lavoratori Piaggio – sottolineano – conosce e apprezza l’attività del Movimento 5 Stelle». E nel dettaglio: 59 non si sentono rappresentati da nessun sindacato, 51 scelgono la Fiom, 15 la Uilm, 9 la Fim e 4 l’Ugl. Numeri che sembrano ribaltare la geografia degli equilibri in fabbrica determinati nelle recenti tornate elettorali.
Al di là delle percentuali c’è un sentimento diffuso di malcontento. «Tra i commenti più significativi dei lavoratori, e che danno il polso della situazione in Piaggio c’è la richiesta di riportare il sindacato sulle catene di montaggio». E una tirata d’orecchie ai delegati: «Devono girare meno e lavorare quasi come noi, sostengono molti operai. Ma anche che “Di destra o di sinistra sono tutti lì a spartirsi la torta” e che “I sindacati sono solo dei portavoce della Piaggio”».
Una stroncatura netta. «L’ altra percezione diffusa è quella che i sindacati assomigliano troppo a dei partiti, e infatti molti commenti insistono sul fatto che “i sindacati devono tornare a fare i sindacati”». Perciò i grillini si chiedono «Da quanto tempo si comportano come partiti?». E ancora: «In Piaggio ci sono delegati sindacali che occupano lo stesso posto da 30 anni o più, come a livello politico. Il sindacato deve fare solo ed esclusivamente l’interesse del lavoratore e il Movimento vigilerà perché questo avvenga».
I sindacalisti smorsano i toni, ma si sentono nel mirino. «Che un partito politico si occupi dei problemi degli operai è sicuramente positivo – dice Massimo Cappellini della delegato Fiom in Piaggio –. Di critiche possibili ce ne sono tante ma non devono limitarsi a disorientare i lavoratori. Si deve affermare la logica di battaglie per un miglioramento collettivo delle condizioni di lavoro, a partire dai bisogni espressi dai lavoratori». «C’è sicuramente bisogno che il sindacato in fabbrica torni ad occuparsi dell’azienda - dice il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati –. Ma col solo scontento c’è il rischio di semplificare una realtà complessa». «Cavalcare lo scontento è la cosa più facile da fare», sottolinea Corrado Barsottini, delegato Piaggio in quota Fim.
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