Sicurezza
Fanno un buco per tentare il furto poi scappano
Ladri messi in fuga dall’allarme. È il terzo tentativo alla tabaccheria La Porta. La rabbia del titolare
VICOPISANO. «Ci hanno proprio preso di mira», sbotta con un pizzico di amarezza Luigi Verrilli che, insieme alla madre, gestisce la tabaccheria La Porta, a Vicopisano, a due passi dalla stazione di servizio Tamoil.
Arriva da una notte insonne. Poco dopo le 2,20 l’allarme della sua tabaccheria è scattato. Non è la prima volta, così, quando è stato destato dal suo sono s’è precipitato nel negozio. È arrivato che c’erano già anche gli agenti della polizia privata, quelli della Securitas, alla cui sede, lo stesso allarme è collegato e avverte ogni tentativo di intrusione.
«Stavolta è andata bene – spiega Luigi – sono scappati prima di poter entrare all’interbo della tabaccheria. Forse l’allarme li ha costretti a desistere. O forse un cancello che c’è, all’interno, prima del locale. Ma altre volte non è andata così...».
La tecnica utilizzata dai ladri, per mettere le mani su sigarette, tabacchi francobolli e altri valori, è troppo simile a quella usata, pochi giorni fa, per un colpo alla gioielleria Fassorra, in via Roma a Pontedera.
È lo stesso titolare che lo spiega: «Si sono introdotti in un magazzino che abbiamo a fianco, che ora è inutilizzato, perché devono essere fatti dei lavori di ristrutturazione. Qui hanno fatto un buco di un metro per un metro, attraverso il quale sono entrati». È a questo punto che è scattato l’allarme, ma a mettere un altro ostacolo davanti alle intenzioni dei malviventi, c’era anche un cancello interno. «Devono essersi fermati davanti a questo – commenta il titolare – Erano le 2,20 quando ha cominciato a suonare l’allarme, mi sono precipitato, per vedere cos’era accaduto. Ho trovato qui i vigilanti privanti, ho potuto constatare che, oltre al buco nella parete, non c’erano altri danni. Non erano riusciti ad arraffare niente».
Non come a ottobre scorso, ad esempio, quando - però - la tecnica utilizzata dai ladri, fu differente, più violenta. «Ci provarono dal cancello principale, quello davanti – prosegue il racconto del titolare della tabaccheria – riuscirono ad entrare. Anche in quell’occasione però, scattò l’allarme. Ma i ladri furono svelti, più scaltri: arraffarono quel che poterono e se ne andarono».
Portarono via sigarette, altro materiale. Non è il valore della merce che fa rabbia a Luigi Verrilli. Quanto la sensazione di essere finito nel mirino dei ladri che, a più riprese, ci provano. Era accaduto anche a gennaio. «Un tentativo andato a vuoto – sottolinea – come stavolta. Ci provarono, ma senza riuscire nel loro intento. Non portarono via niente».
Una magra consolazione, perché questi continui tentativi lasciano dentro un’amarezza indescrivibile. Quasi come quel buco di un metro per un metro che i ladri, in piena notte e incuranti del rumore e i sospetti che avrebbero potuto provocare all’esterno, hanno lasciato lì in bella mostra. Luigi l’ha fotografato, per tenerlo bene impresso nella sua mente, anche quando, partiti i lavori di ristrutturazione, sarà coperto definitivamente.
Intanto sull’episodio, denunciato alle forze dell’ordine, si stanno facendo delle indagini. Anche se sarà difficile risalire agli autori. I ladri, seppur scappando via repentinamente, non hanno lasciato alcuna traccia che possa aiutare gli inquirenti a risalire alla loro identità.
Emilio Chiorazzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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