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In carcere a 21 anni per liberare i beagle-cavia

In carcere a 21 anni per liberare i beagle-cavia

CASCINA. Benedetta Barsotti, 21 anni, di Cascina, farebbe qualsiasi cosa per salvare i cuccioli dell’allevamento Green Hill dalla vivisezione. Lei lo scorso dicembre, insieme alla madre Adriana, è...

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CASCINA. Benedetta Barsotti, 21 anni, di Cascina, farebbe qualsiasi cosa per salvare i cuccioli dell’allevamento Green Hill dalla vivisezione. Lei lo scorso dicembre, insieme alla madre Adriana, è stata tra i manifestanti animalisti che hanno portato avanti un lungo sciopero della fame davanti all’azienda in provincia di Brescia.

L’altro giorno, insieme ad altri animalisti della provincia di Pisa, di Viareggio e Genova, era tornata a Montichiari per protestare, ancora una volta, contro l’impresa che alleva beagle. Doveva tornare a casa a mezzanotte, così aveva detto alla famiglia e scritto agli amici su Facebook. Invece la famiglia ha saputo da una telefonata che Benedetta era stata arrestata e si trova in carcere a Desenzano, insieme ad altre undici persone accusate di vari reati e che hanno preso parte al blitz a Montichiari. Un impegno che continua da anni quello di Benedetta, nella speranza di riuscire a mettere fine a una catena di morte.

E la manifestazione di sabato era molto importante in un momento che pone il futuro dell’azienda di Montichiari di fronte ad un bivio. La XIV Commissione del Senato si pronuncerà a maggio sull’emendamento che può, nella sua applicazione pratica, portare Green Hill a cessare la sua attività.

«È successo qualcosa di strano l’altro giorno – dice Laura Barachini di Calcinaia – quando siamo arrivati a Montichiari non c’era molta polizia, abbiamo fatto anche un persorso diverso dal solito. Posso dire che Benedetta non è tra gli animalisti che hanno portato fuori i cani. Lei è entrata nel primo gruppo. Poi sono arrivati altri manifestanti. Sono loro che hanno preso alcuni cani, eppure sono stati trattenuti alcune ore e poi rilasciati». Laura Barachini, 56 anni, aveva organizzato il bus che ha portato i manifestanti della provincia di Pisa a Montichiari. Negli scontri è rimasta ferita a una spalla. «Sono stata colpita con una grossa pietra che non è stata certo lanciata dai manifestanti ....». Oggi la donna andrà all’ospedale, anche se è già stata refertata dal personale dell’emergenza sanitaria intervenuto sabato pomeriggio a Montichiari. Un gruppo di avvocati è pronto a prendere le difese degli attivisti arrestati e forse già nella giornata di oggi gli indagati potranno lasciare il carcere.(s.c.)

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