Il Tirreno

Pontedera

le indagini

L’omicidio resta l’unica pista al vaglio degli inquirenti

PISA. Il cerchio si stringe e il mistero si avvia a grandi passi verso l’unica pista possibile, che non può più far sperare nulla di buono. Roberta Ragusa non se n’è andata via da sola e non si è...

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PISA. Il cerchio si stringe e il mistero si avvia a grandi passi verso l’unica pista possibile, che non può più far sperare nulla di buono. Roberta Ragusa non se n’è andata via da sola e non si è neanche tolta la vita. Credere ancora questo – per quanto giuridicamente vadano fatti tutti gli accertamenti tesi ad escludere ogni plausibile ipotesi – non è più possibile. Non regge la strada di un gesto estremo in assenza di due righe ai figli e di un corpo che non si trova.

Cosa può essere successo, allora, quella maledetta notte, la stessa in cui la Concordia andava a schiantarsi contro gli scogli del Giglio? Roberta era in cucina a preparare la lista della spesa da fare il giorno dopo quando qualcosa ha attirato la sua attenzione: la grafia si è fatta rapida, poi la penna si è fermata lasciando un lavoro a metà. Fra le ipotesi più probabili resta quella che sia uscita di casa e che abbia incontrato qualcuno, qualcuno di cui poteva fidarsi, che l’abbia convinta a salire su un’auto per andare a parlare lontano da via Dini, tranquilli, soli, dove nessuno avrebbe potuto ascoltare. Lontano dagli uffici e dalle case, dove quella notte dormivano i suoi. E lontano da casa e magari all’aperto, non in un’auto, in un abitacolo, ma fuori, chissà dove, potrebbe essere accaduto ancora qualcosa.

Ma chi ha incontrato quella notte Roberta e dove? Che cosa ha saputo, che cosa ha scoperto, quale incontro ha fatto che può averla turbata ancora più di quanto era afflitta? Si scava nei rapporti familiari ma si scava anche nei pc di casa e degli uffici, per sapere quali contatti Roberta possa aver avuto negli ultimi tempi, se avesse in programma degli incontri. Le uniche strade possibili, dunque, come si era prospettato quasi fin dall’inizio, sono che Roberta, uscita nella notte in preda all’ansia, abbia fatto un brutto incontro con balordi o che si sia fatta convincere da qualcuno che conosceva, che è responsabile della sua scomparsa e che sa cosa è successo. Due strade, tutte e due, che non portano a nulla di buono e che trovano in un territorio sconfinato varie possibilità di copertura per chi le ha fatto del male. Gello è a due passi della riserva naturale di Migliarino-Massaciuccoli, composta da una vasta area di parco e pre-parco in cui scorrono tre corsi d’acqua, Serchio, Arno e fiume Morto, un territorio pieno di canali, di pozzi, anfratti naturali, grotte e cavità carsiche, come spiegava uno speleologo solo pochi giorni fa, alcune ardue anche per gli esperti. Sarà in quest’area vastissima che dovrà immergersi, compito non facile, la vasta battuta di ricerche che i carabinieri stanno organizzando da settimane, che durerà più giorni e in programma dopo il 2 maggio.(c.v.)

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