Il Tirreno

Pontedera

Divisi sotto le bandiere del 10 Maggio

di Manolo Morandini
Divisi sotto le bandiere del 10 Maggio

La Cisl diserta i comizi della Cgil, pesa il “giallo” sulle nomine nelle commissioni provinciali per la cassa integrazione

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PONTEDERA. Divisi sotto le bandiere del Primo Maggio. La Cisl non scende dall’Aventino, neppure per la Festa del lavoro. Resta la rabbia con i colleghi della Cgil e la Direzione del lavoro. Nodo del contendere le nomine nelle commissioni chiamate a esprimere un parere sull’autorizzazione a erogare il sussidio della cassa integrazione ai lavoratori dell’industria e dell’edilizia industriale ed artigianale. Niente comizi congiunti a Montecalvoli, Santa Croce e Pomarance.

Dopo mesi di stallo perché Cgil, Cisl e Uil non riuscivano a trovare l’accordo sui nomi. C’ha pensato la Direzione regionale, ma a detta della Cisl ha preso per buone le indicazioni di una lettera “fasulla” spedita dalla Cgil «senza prima essersi consultata con Cisl e Uil». Perciò, i dirigenti della Cisl non saliranno sul palco insieme ai colleghi della Cgil in occasione dei comizi tradizionalmente organizzati in occasione del Primo Maggio.

È ancora troppo fresca la ferita per il giallo della firma sul documento inviato dalla Cgil alla Direzione regionale del lavoro con cui si segnalavano i nomi dei volontari da nominare nelle tre commissioni chiamate ad autorizzare l’Inps a pagare la “cassa” a operai e impiegati delle aziende in crisi. La sigla “Gf” indica le iniziali del leader della Cgil Gianfranco Francese e di quello della Cisl Gianluca Federici. La sigla, in quel documento, cadde nel mezzo, sopra Federici. Ma il diretto interessato la disconosce, sostenendo di non aver mai concordato quei nominativi.

«In queste settimane ci siamo incontrati con i colleghi della Cgil Gianfranco Francese e della Uil Renzo Rossi – dice Federici –. Ciascuno però è rimasto della sua idea. Dunque le commissioni, appena saranno operative, lavoreranno regolarmente. Ed anzi facciamo i migliori auguri ai colleghi degli altri sindacati nominati 'titolari': sono capaci e sono sicuro che sapranno operare benissimo. Senza però il supplente della Cisl indicato da Francese».

«In alcuni casi le federazioni dei nostri sindacati hanno continuato a lavorare gomito a gomito. Per esempio Fisascat/Cisl, insieme alle sigle omologhe di Cgil e Uil, hanno aderito allo sciopero dei lavoratori nei grandi magazzini, il prossimo è stato indetto per il primo maggio», prosegue il segretario provinciale Cisl. Insomma, la questione non è tanto sui contenuti dell'azione sindacale: «Siamo tutti molto critici sulla riforma delle pensioni, allarmati sulla questione degli esodati, insoddisfatti di come si vorrebbe modificare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, perplessi su diversi passaggi della riforma del lavoro pensata dal ministro Elsa Fornero».

A dividere è la forma. «Ogni buona famiglia fonda la sua unità sul rispetto che ciascun membro dovrebbe tributare all'altro – sostiene Federici –. In questo caso, almeno qui a Pisa, abbiamo un sindacato più rappresentativo, anche se non in tutti i settori, che ci cerca solo quando vuole e, in diversi casi, decide per tutti». Venerdì si è tenuto l’esecutivo, una sorta di organo di governo della Cisl. All’ordine del giorno anche i rapporti con gli altri sindacati. Il risultato: «i dirigenti confederali - conclude il dirigente Gabriello Cima - non se la sentono, dopo quello che è successo, di presentarsi fianco a fianco ai colleghi della segreteria provinciale della Cgil in un comizio pubblico. Non, almeno, adesso. I tempi non sono maturi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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