Sicurezza
Muore dopo oltre sette mesi di agonia
Il 24 settembre 2011 cadde rovinosamente durante una gita in bicicletta, ieri il decesso a 62 anni. Domani il funerale
PONTEDERA. Ha lottato per sette mesi, ma poi si è dovuto arrendere. Contro un destino tragico e beffardo.
Paolo Dal Canto, 62 anni, non ce l’ha fatta e ha lasciato la moglie, i figli, la nipotina, il fratello, la mamma e le sorelle. È deceduto ieri mattina nel reparto di rianimazione dell’ospedale Versilia in seguito ai postumi di un bruttisimo incidente in bicicletta avuto nel settembre del 2011 a Montaione. Quel giorno, Dal Canto si trovava in compagnia di due amici quando, all’incrocio tra la strada provinciale 75 e via Leonardo da Vinci, ha perso improvvisamente (non si sa se per una manovra errata o un malore) il controllo della bici cadendo e sbattendo violentemente la parte bassa della nuca (nonostante il caschetto protettivo) contro un cordolo in cemento. Sul posto intervenne l’elisoccorso del 118 che trasportò l’uomo a Cisanello, dove arrivò in condizioni gravissime e dove fu operato alla testa.
All’ospedale Versilia, dove Dal Canto è morto, l’uomo era stato trasferito da quasi una settimana in seguito a importanti crisi respiratorie legate ad una polmonite presentatasi nuovamente nell’arco di pochi mesi.
Paolo Dal Canto, orafo e in pensione da poco tempo, si era potuto finalmente dedicare alla famiglia, alla piccola nipotina, Carolina, e alla sua passione più grande da quasi quindici anni, lo sport. Negli ultimi dieci anni ha partecipato ad altrettante maratone, come Roma, Venezia, Barcellona e New York. Soddisfatto dei risultati, aveva cominciato a praticare l’attività ciclistica fino a quel maledetto sabato 24 settembre. Da lì è cominciata la strada in salita, con un primo intervento salva-vita, la notte stessa nel reparto di neurochirurgia di Cisanello, in cui gli furono asportati gli opercoli. Dopo un mese di cura in rianimazione a Cisanello, tra cui coma naturale e farmacologico, Dal Canto fu trasferito all’ospedale Versilia nel reparto di neuroriabilitazione. Purtroppo, le infezioni, con lunghe degenze come in questo caso, hanno pesantemente cominciato a minare le difese immunitarie.
«Come suo solito – raccontano i familiari – Paolo ha combattuto con tenacia, permettendo alla medicina di apportare altri due successivi interventi in neurochirurgia a Cisanello, denominati dagli stessi addetti ai lavori, “di giovamento”. Gli interventi avevano mostrato fin da subito la ragionevolezza di tale denominazione, riportando finalmente sul volto di Paolo quel sorriso alla vita e quello spirito di aggregazione col prossimo che hanno sempre pervaso il suo volto e i suoi occhi. Come un fulmine a ciel sereno, purtroppo le infezioni hanno preso il sopravvento all’ennesimo picco febbrile, scatenando nell’organismo un attacco virale che ha necessitato di un ricovero immediato nella rianimazione dello stesso ospedale Versilia».
In questa triste vicenda la famiglia ringrazia sentitamente la struttura di Cisanello. Nello specifico, il reparto di rianimazione diretto dal dottor Malacarne e affiancato da medici di primordine come il dottor Maremmani, ed il reparto di neurochirurgia nella persona del dottor Liberti. Questi professionisti hanno mostrato, oltre a grandissime doti di professionalità, un’alta sensibilità umana. «Rimane – fa presente la famiglia – un grosso punto interrogativo legato alle strutture che dovrebbero accogliere i pazienti usciti dalla rianimazione, adeguate per gli aspetti riabilitativi, troppo poco o ancora molto lontane da quelli clinici. Paolo non ha lasciato solo la sua famiglia e i suoi cari, ha lasciato in realtà molto, molto di più. Ha lasciato i valori che ancora permettono di crescere sana una famiglia, secondo quei principi basati sull’onestà e sulla bontà. Ha sempre dato e regalato al prossimo generosità e sostegno di una tale e rara intensità che citare qualche esempio, non gli renderebbe giustizia».
Il funerale di Dal Canto è in programma domani, alle 15, nella chiesa di San Giuseppe.
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