Sicurezza
Fiom, restano le divisioni sull’integrativo Piaggio
In fabbrica i delegati del sindacato hanno distribuito un’ipotesi di piattaforma Il segretario Franchi: «Servono un discorso unitario e garanzie democratiche»
PONTEDERA. Resta confinato in casa Fiom il confronto sul rinnovo del contratto integrativo in Piaggio. Da una parte il documento dei delegati all’interno della fabbrica che spinge sull’acceleratore e traccia la cornice di una piattaforma su cui intavolare la trattativa e dall’altra le segreterie provinciale e nazionale che tirano il freno e richiamano al rispetto del metodo. L’obiettivo è l’avvio di un percorso unitario per presentarsi più forti al tavolo con l’azienda.
Ogni sindacato ha avviato un percorso al proprio interno di verifica dei contenuti dell’integrativo, scaduto a dicembre dello scorso anno. Ma al di là dei contatti informali non c’è ancora un dialogo aperto tra le diverse sigle. «Una piattaforma per essere tale deve essere discussa da tutte le strutture, le rappresentanze sindacali e i lavoratori – afferma il segretario provinciale Fiom, Marcello Franchi –. Un gruppo di delegati non può farsi una piattaforma in proprio. Puntiamo ad avviare un discorso unitario perché è difficile presentarsi alla trattativa se si è divisi. Ogni piattaforma e ogni accordo per essere tali devono essere approvati dalla maggioranza dei lavoratori».
Tracciato il solco la maggioranza dei delegati Fiom della Piaggio non arretra e e sottolinea che «sono vent’anni che le piattaforme per gli integrativi sono deboli e rinunciatarie nelle rivendicazioni e presentate senza lasciare ai lavoratori altra alternativa che dire sì o no». E aggiungono: «Sono sempre state presentate con grande ritardo rispetto alle scadenze contrattuali, senza mai cogliere i momenti favorevoli, quando la produzione tira e gli scioperi incidono. Il risultato sono stati contratti aziendali che non contengono altro che concessioni alla Piaggio su tutti gli aspetti delle condizioni di lavoro». Da qui la scelta della bozza di piattaforma fatta circolare tra i lavoratori. «Da discutere e definire meglio nelle assemblee – spiegano –. Ma che presenta finalmente le rivendicazioni che i lavoratori sentono come proprie e irrinunciabili, su ritmi di lavoro, precariato, salario e sicurezza. Rivendicazioni ripetute tante volte in assemblee, approvate con ordini del giorno e sostenute con scioperi, ma mai riconosciute in una piattaforma contrattuale».
L’obiettivo dei delegati è di «avviare un percorso di costruzione dal basso». «La nostra bozza aspetta solo di essere discussa, confrontata con altre nelle assemblee e messa al voto dei lavoratori – concludono –. È solo così che i lavoratori possono realmente decidere sui contenuti. Occorre che lo possano fare nel più breve tempo possibile, e che su quelle rivendicazioni si incominci a mettere sotto pressione la Piaggio con scioperi che incidano seriamente sulla produzione».
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