Gioco
Minaccia cassiera col trincetto e lascia la banca con 3mila euro
NAVACCHIO. La giornata “no” sul fronte delle rapine nel territorio di Cascina è cominciata a metà mattina, intorno alle 10, con un rapido blitz di un rapinatore alla filiale di Navacchio della Cassa...
NAVACCHIO. La giornata “no” sul fronte delle rapine nel territorio di Cascina è cominciata a metà mattina, intorno alle 10, con un rapido blitz di un rapinatore alla filiale di Navacchio della Cassa di Risparmio di Firenze, in via Gramsci. Anche in questo caco, come per la farmacia comunale che è stata colpita in serata, si parla di un ufficio nel centro della frazione, a due passi dalla Tosco Romagnola. Ma la presenza di case ed attività non è un deterrente, a quanto pare, per ladri e rapinatori.
Quello che è entrato in azione alla Cassa di Firenze era parzialmente travisato, aveva un trincetto e una grande fretta. Si è diretto verso le casse, ha minacciato il personale che era al lavoro alla cassa. Poi ha preso il denaro che era a portata di mano, circa tremila euro, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri della compagnia di Pontedera che si occupano delle indagini.
Poi la fuga a bordo di una vecchia Panda che era stata rubata a Pisa e che è di proprietà di un uomo che abita a Capannori in provincia di Lucca.
Alla guida dell’utilitaria forse c’era un complice. Ma i due hanno cambiato presto macchina. Tanto che la Panda è stata ritrovata dai carabinieri nelle vicinanze della banca a distanza di pochi minuti dalla rapina.
Anche in questo caso ufficio chiuso e carabinieri impegnati in lunghe operazioni di verifica all’interno della banca. Poche le notizie fornite sulla rapina. Il malvivente è entrato come un normale cliente. Aveva però un cappellino e una specie di sciarpa con cui ha cercato di rendersi meno riconoscibile. Il tutto è avvenuto in pochi minuti. Quanti ne bastano a fare un rapido prelievo e a lasciare nell’angoscia che ha la sfortuna di trovarsi sulla strada dei rapinatori. Che colpiscono sempre più frequentemente anche in zone, come quella della provincia di Pisa, che sono considerate tranquille. Anche se nella realtà poi devono fare i conti, ormai quasi ogni giorno, con furti e reati vari. Niente a che fare con i grandi centri. Ma i segnali sono preoccupanti.
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