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Pontedera

Falsi dati per avere il bonus bebè, scoperto: è nei guai

Falsi dati per avere il bonus bebè, scoperto: è nei guai

Cominciano ad arrivare in tribunale a Pontedera i casi di famiglie che hanno avuto in maniera illecita i mille euro

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PONTEDERA. Non aveva diritto a instascare il bonus bebè. Ma quando il governo Berlusconi gli recapitò una lettera in quando in famiglia era da poco nato un bambino, un senegalese di 39 anni, residente a Bientina, si presentò in un ufficio postale della Valdera - peraltro indicato nella lettera e presentò una dichiarazione falsa per assicurarsi il bonus di mille euro. La vicenda, in cui peraltro sono rimasti coinvolti numero extracomunitari in tutta Italia, risale all'inizio del 2006, quando nella legge finanziaria il Governo stanziò mille euro per i neonati italiani e comunitari. La lettera di “invito” dell’allora Presidente del Consiglio a ritirare il bonus fu spedita per errore a migliaia di famiglie di cittadini stranieri, che si presentarono alle Poste per ritirare questo bonus, che per errore fu pagato. In altri casi invece, come quello arrivato in tribunale a Pontedera, i cittadini extracomunitari hanno presentato un’autocertificazione con dati non corrispondenti al vero, dichiarando di avere, per esempio, la cittadinanza italiana.

Nei mesi successivi, scoppiato il caso: il ministero dell'Economia iniziò a richiedere indietro le somme percepite senza averne diritto. Fino a un certo periodo. Poi ha stabilito che chi ancora non ha restituito il bonus poteva tenerlo.

Ma nulla almeno inizialmente era stato detto sulle conseguenze penali che gli stranieri potrebbero subire. Le Procure però, dove sono stati scoperte false autocertificazioni, sono andate avanti e hanno inviato migliaia di avvisi di reato.

Per quanto riguarda il senegalese residente a Bientina è stato indagato per falso dopo che l’agenzia delle entrate ha verificato decine e decine di autocertificazioni compilate dai neogenitori quando si presentavano ai vari uffici postali per incassare i mille euro.

Il giudice monocratico del tribunale di Pontedera ha condannato l’uomo a 15 giorni di reclusione, sostituiti con 570 euro di multa. La pena, considerato che l’imputato è incensurato, è stata sospesa.

Ovviamente questa non sarà l’unica sentenza di condanna che viene emessa da un giudice del tribunale di Pontedera per come è stato gestito a suo tempo il bonus bebè. Inizialmente si era pensato che nei confronti di chi aveva incassato i mille euro senza averne diritto potesse scattare anche l’accusa di truffa.

A parte chi ha falsificati i dati della cittadinanza ci sono stati migliaia di errori nell’autocertificazione del reddito.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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