Finanza
Vino e gelato, il tabù è stato sconfitto
Alessandro Campo Bagatin e la sua “Veneta” sul Piazzone: tra i gusti new-entry quello al vin santo Baciamano
PONTEDERA. Il gelato “fatto a mano”, quello della tradizione, sta di casa a Pontedera. Lo produce, da tre generazioni, in piazza Martiri della Libertà, la Gelateria Veneta, di Alessandro Campo Bagatin. La sua è una famiglia di gelatieri. Il nonno nel 1903 ha aperto la prima Gelateria Veneta a Viareggio, lungo la passegggiata. Poi, è arrivata quella di Lucca nel 1918-19, aperta da un cognato. Da lì è partita l’avventura all’estero con una serie di negozi inaugurati in giro per l’Europa, con più gelaterie in Spagna, a Madrid, Valencia, Alicante. «Mio padre Franco – racconta Alessandro Campo Bagatin, che dal 1988 è entrato nell’azienda di famiglia – era affezionato alla Toscana. È venuto a Pontedera e nel 1979 ha aperto la Gelateria Veneta che prima si trovava all’angolo del Piazzone vicino a via del Teatro». Nel 1995 il trasferimento nell’attuale sede, nel cuore di Pontedera. «La nostra è una famiglia di gelatieri doc, siamo originari della Valzoldana in provincia di Belluno, conosciuta per questo motivo. Da qui sono partiti gelatieri che lavorano in tutto il mondo».
Entrando alla Veneta si può trovare, appeso vicino al bancone, una sorta di “carta” della qualità per il cliente. Perché usiamo la pallina e non la spatola? Una delle domande più frequenti rivolte dalla clientela. «Il nostro gelato è altamente curato in tutta la sua preparazione cominciando dalle materie prime, latte, uova e frutta. Tutto rigorosamente fresco. Non usiamo assolutamente basi preparate, conservanti e farine». Una scelta precisa. «Questo è dovuto – spiegano sia Campo Bagatin che il suo collaboratore David Beltrami – alla scelta di continuare la nostra tradizione di gelatieri. Con la ricerca, l’esperienza e tanta passione cerchiamo di proporre un gelato di qualità». Quindi al cliente va il gelato in uguale quantità (con la pallina) e non con quantità che variano (a seconda della spatola). «Le spese per le materie prime non ci permetterebbero – spiegano ancora – di dare un prodotto con queste caratteristiche». Pochi, anzi nulli, i cambiamenti nelle ricette nonostante l’inevitabile trascorrere del tempo. « Le ricette sono ancora quelle di mio nonno – aggiunge Alessandro – il tutto con prodotti naturali. La clientela si seleziona da sola in questo modo». Una new-entry che ha riscosso entusiasmi è il gelato Baciamano. Il gelato con il vino? Una contaminazione raffinata che ha debuttato l’anno scorso durante una degustazione “guidata” da Enrico Bimbi. Abbinare il vino al gelato è sempre stato un grande tabù di ogni sommelier. Ma alla “Veneta” è caduto anche questo ostacolo. Una mousse realizzata con il vin santo Baciamano della Fattoria degli Azzoni di Pontedera. Perfetto l’abbinamento con lo stesso vino, mandorle e cantuccini.
«Ha un gusto amabile – spiega Alessandro Campo Bagatin – può essere adatto a tutte le stagioni. È stato molto apprezzato dai clienti». Il nuovo senza rinunciare ai gusti più gettonati, gli evergreen. Gianduia e nocciola. Per non parlare dei sorbetti alla frutta. E in tema di abbinamento con i prodotti del territorio è stato creato anche il gelato all’olio d’oliva, nelle due versioni extravergine Col di Conca e Villa Saletta, da abbinare con crostini e affettati. Così come è stata prodotta una mousse “Dolce Peccato” prodotta con l’omonimo vino di Torre a Cenaia. Da provare anche il gelato alle pere in abbinamento con parmigiano e prosecco. Tra le prelibatezze nostrane anche il gelato di arancia e salvia. Che sta bene con il moscato dei fratelli Guerci. Insomma, la tradizione non rinuncia alla fantasia e alla sperimentazione con ... gusto.
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