Il dolore
Turisti, niente museo per la Liberazione
Porte sempre chiuse per le Vespe storiche nei giorni festivi. Poche le indicazioni per chi arriva col treno e vuole visitarlo
PONTEDERA. Niente modello Salvador Dalì da immortalare oggi. E neppure il Primo Maggio, anche se la chiusura per la festa dei lavoratori interessa poco perché loro, in vacanza, ci sono adesso. Senza contare che una volta alla stazione di Pontedera, non riescono neppure a orientarsi su come arrivare a destinazione.
“Disculpa”. Scusa: è una di quelle turiste fai da te ferma in mezzo alla piazza, a separarsi dal gruppo spagnolo, appena sceso dal treno per chiedere informazioni sul Museo Piaggio. Porte serrate per le feste, pochi cartelli informativi: la situazione li disorienta. Sono le 17, i trenta-quarantenni sono appena arrivati da Pisa e cercano indicazioni per andarsi a vedere dal vero la mitica star del cinema a due ruote. Quella Vespa, in tutte le salse storiche e creative, che dal 2000 ha il suo scrigno mondiale a Pontedera. Ma arrivare al Museo non è facilissimo: davanti all’uscita principale ci sono tre totem di iniziative locali.
Uno si lega al Museo Piaggio: si pubblicizza la mostra “Orme d’artista”, evento in corso. C’è luogo, orario di visita, indirizzo: ma di immagini di Vespe e indicazioni a tema neppure l’ombra. La mostra termina il 12 maggio: il gruppo non sa se si tratta di un evento che “sostituisce” temporaneamente le mitiche Vespe. E se lo chiede. Scopre che sono in contemporanea. «No hay problema, todavia?». Non ci sono problemi, quindi? Si domandano. Ok, andare. Ma andare dove? I cartelli scarseggiano in piazza della Stazione. Addirittura all’uscita “secondaria”, vicina al Museo Piaggio e per questo pratica – le scale danno su viale Rinaldo Piaggio – non c’è l’ombra di un manifesto o un cartello.
Siamo noi a dirglielo. «Muchas gracias». Il gruppo di Salamanca ringrazia. Qualcuno guarda l’orologio, sono quasi le 18 e il museo a quell’ ora chiude. Sorge un dubbio: meglio tornare il giorno dopo con calma, arrivare prima, tanto la strada adesso è chiara, e vedersi per bene il museo della Vespa? E qui la sorpresa: il giorno dopo – oggi – è il 25 aprile. È la Festa di Liberazione e come tutti i festivi il Museo Piaggio resta chiuso.
«No es posible». Commentano a caldo. E, invece, così è.
E, aimé, si tratta di un caso quasi isolato nell’intera provincia di Pisa, dove praticamente tutti i musei più importanti sono aperti. A spiegare il perché è la responsabile, Sabrina: «Me ne rendo conto – dice – ma non possiamo farci niente. Non è un museo pubblico, dietro c’è una Fondazione privata e noi sette siamo dipendenti Piaggio, con contratto dei metalmeccanici e nei giorni di festa il contratto prevede questo. Da sottolineare che in sette più di così non possiamo fare, visto che organizziamo tante iniziative extra».
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