Sicurezza
La banda del buco colpisce da “Fassorra”
Dopo la tentata rapina, la gioielleria di nuovo nel mirino. La titolare: «Chiudo questo punto vendita, non mi sento sicura»
PONTEDERA. «Basta, non mi sento più sicura in questo negozio. Chiudo, mi trasferisco sul Piazzone. Questa zona è diventata morta... Ho paura». Monica Marconcini, titolare della gioielleria “Fassorra”, all’inizio di marzo ha messo in fuga due rapinatori entrati in azione all’apertura pomeridiana. A distanza di poche settimane, lo stesso negozio, in via Roma, è stato nuovamente preso di mira dai ladri.
Un colpo studiato forse da tempo ma che, come la tentata rapina di marzo, è fallito. Cosa abbia disturbato i ladri dopo che avevano cercato di entrare nella gioielleria prendendo a picconate una parete non è chiaro. Probabilmente li ha costretti alla fuga la rottura di un tubo dell’acqua che ha allagato il negozio.
Come primo “approccio” i ladri, che sono passati da un cortile sul retro di via Roma, hanno aperto un buco nella parete di un corridoio. Poi hanno cercato di entrare dal bagno e qui hanno commesso uno sbaglio. Hanno bucato il tubo dell’acqua.
Sono stati i passanti, l’altra sera prima di mezzanotte, a dare l’allarme. «Hanno visto l’acqua che usciva dal negozio, passava dalla saracinesca – spiega la titolare della gioielleria –. Quando siamo arrivati nessuno di noi immaginava che l’allagamento fosse una conseguenza del passaggio dei ladri. Pensavano a un guasto. Invece non era così, purtroppo. E, mi dispiace dirlo, ma non è proprio possibile andare avanti in questo modo». Appena Monica Marconcini si è resa conto della situazione – dal tubo rotto l’acqua “sgorgava” in abbondanza – ha chiamato la polizia che ha inviato una volante per i primi controlli. I sospetti della proprietaria – non poteva che essere così – hanno avuto conferma. Gli agenti hanno cercato di ricostruire come era stato compiuto il tentato colpo con la tecnica del “buco”. L’allarme non ha suonato ma qualcosa ha disturbato la banda: è probabile che fossero più persone. I danni lasciati non sono da poco anche se ieri sono stati subito riparati.
«Per fortuna non hanno avuto la possibilità di entrare e quindi non siamo stati derubati – aggiunge Marconcini – ma con mio marito e altre persone abbiamo dovuto lavorare a lungo per liberare il negozio dall’acqua. Vado via da qui il prima possibile. In venti anni tra furti, rapine, furti con destrezza è l’ottava volta che siamo presi di mira. Sinceramente è un po’ troppo. Non è possibile continuare a lavorare in queste condizioni. Ecco perché chiuderò questo punto vendita». La gioielleria “Fassorra” ha un altro punto vendita in piazza Martiri della Libertà (Piazzone). «Faremo un solo negozio in una zona più centrale – conclude la titolare della gioielleria – sperando che questo aiuti ad essere un po’ meno presi di mira».
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