Attenzione
«L’Arpat? Protegge i privati»
Pirogassificatore: Comitato Antinquinamento all’attacco dell’Agenzia che si è opposta al Tar
CASTELFRANCO. Il Comitato Antinquinamento di Castelfranco si dice sbalordito nell’apprendere che l’Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) ha impugnato, come la Regione Toscana, la sospensiva concessa dal Tar alla sperimentazione dell’inceneritore Waste/Nse.
«Ma non si potevano aspettare i tempi della sospensiva? – si chiede Aurora Rossi, presidente del Comitato –. Non si capisce il motivo di tutta questa fretta, a meno che, con il ricorso al Consiglio di Stato l’Arpat , invece dell’ambiente, voglia proteggere una ditta privata. Dov’è infatti l’interesse pubblico? Quello che meraviglia è che persone che occupano posti di rilievo, con tutto quello che c’è da fare e da pensare in questa Italia, anzi Toscana, che va allo sfascio, si dedicano anima e corpo alla difesa di una ditta privata e per di più adoperando soldi pubblici. Quanta solerzia, non si poteva aspettare la decisione definitiva del Tar? C’era proprio bisogno di sperperare altro denaro pubblico a difesa di una ditta privata?
È evidente – prosegue Rossi – che ci si schiera in massa contro i cittadini che proteggono la loro salute ed il loro territorio, c’è infatti una strana urgenza nel voler sperimentare velocemente e a tutti i costi l’inceneritore- Sarà perché sono a conoscenza che le direttive europee orientano verso il riciclaggio e non più verso la combustione dei rifiuti e quindi hanno paura di non riuscire a vendere i 100 inceneritori promessi?».
Il Comitato Antinquinamento ricorda che solamente pochi mesi fa l’Arpat ha diminuito il personale per mancanza di fondi «mettendo così a rischio la nostra salute e la tutela del nostro territorio; c è da chiedersi: ce li ha ora i fondi a favore di una ditta privata? La ditta intanto tace : è evidente che è perché c’è chi la difende nelle sedi opportune e questo è vergognoso».
Il Comitato Antinquinamento di Castelfranco vuole inoltre intervenire in merito alla presa di posizione del consigliere regionale Dario Locci, «il quale ha, evidentemente, “sparato” giudizi senza nemmeno sapere di cosa si trattava. Lui, infatti, vuol chiarire a tutti noi che sono anni che ci battiamo sull’inceneritore, ha detto che è una cosa piccola, che non inquina, che entra in un container di 5 metri per 3. Questa affermazione ricorda il proprietario della Waste Reciclyng Maurizio Giani, il quale a suo tempo, per difendere la propria ditta, lo paragonò ad un forno da pizze! Figuriamoci, è proprio per quel forno da pizze o per uno piccolissimo come dice il Locci, che si sarebbero scomodati Comuni, Provincia, Regione, Arpat, Asl e Tar?
Vorremmo far notare anche al signor Locci – conclude il presidente del Comitato Antinquinamento Aurora Rossi – che l’inceneritore è ben più di 800 metri quadri, che ancora non è stato sperimentato, che brucia rifiuti proveniente da fuori regione ed anche il suo paragone con la Fi-Pi–Li è inutile e puerile. La Fi-Pi-Li, infatti, è di interesse generale, serve a tutti e non è certo una ditta privata».
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