Il Tirreno

Pontedera

«Ecco perché cerco a tutti i costi il suicidio»

La disperazione di una madre quarantaduenne, costretta a dormire dove capita Nei giorni scorsi la donna ha cercato di uccidersi per due volte in un pomeriggio

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. È disperata. Non ha una casa dove abitare, i due figli le sono stati tolti e affidati ai servizi sociali. Dorme dove capita, spesso a Pontedera, a casa di amiche che le danno ospitalità. Ha raccolto le sue cose e le ha portate nelle casette di legno al Parco dei Salici a Pontedera. «Non posso andare avanti in questo modo», racconta Maria (nome di fantasia), 42 anni, che alcuni giorni fa ha cercato per due volte, nello stesso pomeriggio, di togliersi la vita gettandosi nell’Usciana ed è stata salvata grazie alla segnalazione di alcuni cittadini spaventati dalla scena.

La donna cerca di raccontare cosa si nasconde dietro a quel gesto disperato. «Sono stanca di vivere in questo modo – dice – quel giorno ero depressa e arrabbiata, avevo litigato con il mio compagno che abita a Santa Maria a Monte. Mi sono sentita persa, volevo farla finita per sempre».

La donna dice di essere seguita dai servizi sociali. Probabilmente, però, a sentire le sue parole, ha bisogno anche di un altro aiuto. Più profondo, per aiutarla a non percorrere di nuovo una strada che potrebbe portarla alla morte.

«Non ho avuto una vita facile – continua –. Ho perso un figlio di tre anni, caduto dal terrazzo. È successo a Empoli nel novembre del 1993. Vengo da una situazione complicata con il mio ex marito. Lui mi picchiava, ci siamo lasciati dopo infiniti litigi. Per colpa sua ho perso anche il diritto a restare in una casa popolare che ci era stata assegnata a Empoli. Quando capita lavoro, faccio le pulizie. Ma non è facile avere un’occupazione stabile. Andare avanti diventa sempre più complicato, anche se i miei figli di 17 e 7 anni sono stati dati in affidamento».

La donna va avanti, così dice, grazie anche agli aiuti dei frati Cappuccini di Pontedera e di tante persone: «Chiedo l’elemosina, quando proprio non so come mangiare».

Una situazione drammatica, racconta la madre, spiegando che spesso dorme sulle panchine, ai giardinetti.

Due anni fa la donna, stando a quanto da lei è stato denunciato, avrebbe subìto una violenza sessuale da un uomo che è stato arrestato in seguito a questa vicenda e che ora è di nuovo libero.

Un fatto avvenuto a Castelfranco in circostanze che dovranno essere chiarite con le indagini.

«Ecco perché ho cercato di uccidermi quel giorno a Montecalvoli». Dopo i due tentativi di suicidio la donna è stata ricoverata in psichiatria all’ospedale Lotti. Un caso disperato. «Aiutatemi a trovare almeno una casa», dice.

I servizi sociali e chi si occupa della donna conoscono i vari risvolti di una vicenda che chiede nuove attenzioni.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa