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Terme, i dipendenti chiedono un piano di rilancio immediato

di Sabrina Chiellini
Terme, i dipendenti chiedono un piano di rilancio immediato

CASCIANA TERME. Un’ora e mezzo di sciopero, ieri mattina, per richiamare la proprietà delle Terme – Comune di Casciana Terme e Regione – ad assumersi le proprie responsabilità. E ad occuparsi in...

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CASCIANA TERME. Un’ora e mezzo di sciopero, ieri mattina, per richiamare la proprietà delle Terme – Comune di Casciana Terme e Regione – ad assumersi le proprie responsabilità. E ad occuparsi in maniera concreta del futuro occupazionale di quella che resta, al di là del momento di crisi, la principale realtà economica della cittadina termale.

I dipendenti dell’azienda termale con la protesta hanno voluto esprimere pubblicamente la loro grande preoccupazione per la situazione. «Non tanto perché siamo senza direttore generale – hanno detto – quanto per i problemi che ci sono». Alla protesta, organizzata dalla rappresentanza sindacale di base e quindi sostenuta dalle varie sigle sindacali, era presente anche Cinzia Bernardini , segretaria provinciale Filcams-Cgil. A preoccupare è l’atteggiamento di chi, in questi ultimi mesi, ha sbandierato di avere in tasca la soluzione per tutti i problemi. E poi nella realtà niente è cambiato. Ed è proprio la gestione ad attirarsi le critiche principali. «Con una mano si vuole tagliare il personale – ha detto chiaramente Cinzia Bernardini, alzando il velo su un problema che crea imbarazzi al Comune- e poi con l’altra mano si spinge per assumere determinate persone». Le Terme pagano - è stato detto - anche per gli investimenti sbagliati del passato. Comune e Regione sono invitate a uscire dal limbo. E a mettere in campo soluzioni per l’azienda termale che dà lavoro a 70 persone oltre all’indotto. Inizialmente era stata chiesta la cassa integrazione in deroga per 16 dipendenti andando a “tagliare” in più settori, compreso il marketing che poi invece è stato mantenuto con lo stesso organico grazie ad un contratto a termine rinnovato poche settimane fa. In piena crisi. Alla fine la cassa è stata attivata per 7 dipendenti che lavorano nella piscina (questa esterna è stata chiusa a lungo) e nel centro benessere. «Manca una strategia a lungo termine – ha aggiunto il sindacato – che metta al primo posto l’occupazione». Neppure la strada della privatizzazione sembra convincere più di tanto organizzazioni sindacali e dipendenti. Ultimamente l’unica ricetta proposta - visto che una serie di progetti non sono mai decollati - è quella dei licenziamenti. «Non ci pare la strada giusta – hanno detto i dipendenti – se non si danno servizi adeguati i clienti non vengono». Al tempo stesso l’azienda ha dipendenti che hanno accumulato una grande quantità di ferie che non riescono a smaltire. Si parla di personale in esubero e poi c’è chi non fa le ferie perché il personale non è sufficiente. Qualcosa non torna. «Ecco perché chiediamo un piano di rilancio serie e articolato. Troppo semplice dare la colpa ai lavoratori. Chiediamo solo risposte serie». Il Comune nel pomeriggio ha fatto sapere che è stato attivato un tavolo dedicato alle Terme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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