Attenzione
Addio a Capoccino, uno degli ultimi partigiani
VOLTERRA. Uno degli ultimi partigiani antifascisti di Volterra. Quel “Capoccino”, al secolo Metello Masi che come altri volterrani negli anni ’40 tanto ha fatto per conquistare quella libertà che,...
VOLTERRA. Uno degli ultimi partigiani antifascisti di Volterra. Quel “Capoccino”, al secolo Metello Masi che come altri volterrani negli anni ’40 tanto ha fatto per conquistare quella libertà che, ironia della sorte, proprio domani si festeggia. E lui, come sempre faceva, sarebbe stato sicuramente presente alle celebrazioni.
Addio Capoccino: la città di Volterra piange uno degli ultimi simboli viventi della lotta etrusca contro i repubblichini. Lui, insieme a Silvano Bernardeschi, Lola Baldini e Ricciotti Batistini erano “compagni di macchia”. E’ quest’ultimo a ricordare l’amico e compagno scomparso a 87 anni. «Eravamo nella XXIII brigata Garibaldi Guido Boscaglia». Farà 86 anni a maggio Batistini: gli aneddoti che srotola sono tanti. Un lungo filo della memoria oggi spesso dimenticato. «Nel giugno del 1944 insieme a Metello partimmo per la Carlina, Volterra era invasa dai repubblichini venuti dalla piana di Pisa – racconta – Con Capoccino ci demmo alla macchia e per 14 ore camminammo per raggiungere il podere-comando Belcaro dove siamo stati un mese. Tornammo con mezzi di fortuna a Volterra il 20 di luglio del 1944, dopo che era passato il fronte e il Colle era libero». Batistini si ricorda ancora tutte quelle ciliegie bollite che si ritrovavano a mangiare. «In mancanza di altro – ci scherza su – Anche se i contadini ci aiutavano tanto».
Le memoria tocca un aneddoto recente. Che ancora commuove il partigiano. «Il 4 settembre scorso fu inaugurato a Montalcinello un cippo in onore ai partigiani morti in un’azione di sabotaggio contro i tedeschi – e chiude – Ero là con Capoccino, è sempre stato un uomo dolce e buono di animo: alla fine delle celebrazioni intonò l’inno dei partigiani». Ieri, oggi: anche nella famiglia Bernardeschi il ricordo di Capoccino vivo. «Sapevo che ultimamente stava male, è stato prima ricoverato un po’ al S. Chiara e poi all’ospedale dove è morto – aggiune la signora Bernardeschi – Il suo nome di battaglia era Volpino».(f.s.)
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