Attenzione
Dalla speranza alla delusione per la festa mancata
I preparativi sono andati a vuoto, il Pontedera ora potrebbe ottenere la promozione a Viterbo: trasferta proibita ai tifosi
PONTEDERA. L'urlo è rimasto in gola. I sorrisi e gli abbracci rimandati. Al triplice fischio di Pontedera-Deruta in gradinata le facce dei tanti tifosi sono incredule. Fino a pochi minuti prima i granata erano promossi. Alla fine, però, l'attesa non sfocia nel suo naturale epilogo. Colpa dei due gol dell'Arezzo che rompono le uova nel paniere a un popolo che si era ritrovato allo stadio. Molti “vecchi ultras” con i loro figli, qualcuno con i genitori anziani in mezzo a decine di giovani che aspettavano la gioia della promozione da un paio di campionati. E invece niente, sarà per un'altra volta. È stata una giornata lunga per la frangia “calda” del tifo pontederese. Cominciata addirittura sabato sera con la preparazione della coreografia per rendere ancora più incisiva quella studiata della società, fatta di bandierine bianche e granata. I responsabili degli ultras l'hanno arricchita con stendardi, una maglia granata e il cuore bianco e molte bandiere di stoffa con il colore principe della pontedera calcistica. E poi ieri mattina, all'alba di quello che doveva essere il gran giorno. Un lavoro cominciato abbastanza presto, la sistemazione degli striscioni alla rete davanti alla gradinata, il pranzo sui gradoni a base di lasagne per sorvegliare “le pezze”, mentre un altro gruppo di ultras si ritrovava alla bocciofila della Stella Azzurra per una mangiata utile anche a rivedere volti che da tempo non si ritrovavano. Un'ora prima del fischio d'inizio era già tutto pronto. Compreso lo striscione “Ciao Moro salutaci lo Sciuro”, in onore di Piermario Morosini con l'auspicio che incontri in paradiso un giovane tifoso granata che non c'è più. Comincia la gara e la festa diventa degna di questo nome. Partono i nastri di carta per registratori di cassa, il cui bianco fa “pendant” con il granata dei fumogeni, il cui mix in terra diventa fuoco pericoloso, ma presto spento dalle raffiche di vento che spazzano l'Ettore Mannucci. I giocatori pontederesi in campo danno l'idea di sentire la pressione. I cori dei ragazzi della gradinata li aiutano, ma il silenzio cala quando il Deruta segna il gol del vantaggio. Tutti ammutoliti per un attimo, ma ben presto pronti a saltare di gioia per il pareggio e, successivamente, nel secondo tempo, per il gol di Magnani che sembrano spianare la strada alla festa. Cubillos sbaglia un gol e strozza l'urlo liberatorio della gradinata. Poi l'epilogo amaro e il lento ritorno a casa. Gli ultras, intanto, raccolgono gli striscioni e ricominciano a lavorare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
