Il dolore
Una mano tesa per Buselli «Partecipi alla trattativa»
Solvay: dalla Regione arriva l’apertura per Volterra sull’accordo di programma Folla di dipendenti all’iniziativa organizzata a Saline dal Partito democratico
SALINE DI VOLTERRA. Apertura della Regione al Comune di Volterra per includere il sindaco Marco Buselli alla trattativa per l'accordo di programma che regolamenterà l'attività di Solvay in Alta e Bassa Valdicecina. E' quanto emerso dalla riunione organizzata dal Pd a Saline di Volterra per affrontare il caso della multinazionale belga, a cui hanno partecipato anche numerosi lavoratori della stessa Solvay provenienti da Rosignano e Ponteginori. Proprio in quest'ultimo stabilimento terminerà la cassa integrazione per 23 dipendenti dopo l'8 maggio, giorno in cui la conferenza dei servizi regionale rilascerà le concessioni di estrazione mineraria per i prossimi 30 anni. L'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini e quello all'ambiente Anna Rita Bramerini, si sono detti disposti a far partecipare Volterra alla trattativa per l'accordo di programma, nonostante sia stato l'unico soggetto istituzionale a non firmare il protocollo-ponte, documento propedeutico al rilascio delle concessioni minerarie, senza le quali non sarebbe ripartita l'attività di Solvay e quindi non sarebbe cessata la cassa integrazione a Ponteginori. «Il nostro obiettivo è quello di ricucire lo strappo con Volterra e d'includerla al tavolo per la definizione dell'accordo di programma – ha detto Bramerini – e mi auguro che sia così anche per il sindaco Buselli». Proprio Buselli ha preso la parola durante l'incontro definendo «atto dovuto» la partecipazione di Volterra al tavolo della trattativa. «Staremo al tavolo della trattativa – ha proseguito – ma vogliamo che gli assessori regionali vengano a un consiglio comunale aperto a Saline prima della conferenza dei servizi, in modo da spiegare ai cittadini quel che comporta l'attività di Solvay». Molti hanno definito “una guerra fra poveri” la diatriba a distanza tra lavoratori Solvay e membri del Comitato per la difesa della Valdicecina, che da tempo osteggiano l'attività «senza regole», come loro stessi la definiscono, della Solvay. I primi accusano i secondi di aver intralciato l'azienda, rischiando di farla andare via dalla Toscana. «Speriamo che presto i lavoratori di Ponteginori possano tornare a lavorare come hanno sempre fatto – ha spiegato Antonio Ingallesi, un lavoratore Solvay – perché in questo periodo così difficile, l'occupazione è prioritaria e senza lavoro non c'è nemmeno rispetto per l'ambiente, perché poi nessuno fa le bonifiche». Il salinese Angelo Tani, in chiusura, ha detto ai lavoratori Solvay: «Sono operaio come voi, ma tra noi regna l'incomunicabilità. Dobbiamo portare idee condivise per evitare che la multinazionale se ne vada appena trova un'opportunità migliore da un'altra parte del mondo».
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