Il Tirreno

Pontedera

TURINI (UNIONE VALDERA)

«Non c’è calo demografico qui i bimbi sono aumentati»

«Non c’è calo demografico qui i bimbi sono aumentati»

PONTEDERA. «Questa situazione anomala preoccupa un po’, perché riteniamo che sia generata da due fenomeni: la difficoltà a pagare le rette e la presenza di uno o anche entrambi i genitori a casa, per...

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PONTEDERA. «Questa situazione anomala preoccupa un po’, perché riteniamo che sia generata da due fenomeni: la difficoltà a pagare le rette e la presenza di uno o anche entrambi i genitori a casa, per la mancanza di lavoro». L’analisi che fa il presidente dell’Unione dei Comuni della Valdera, David Turini, porta a una identica considerazione. Se mancano la metà delle iscrizioni previste, negli asili nido della Valdera, la colpa è della crisi economica. «Ci sono sostegni e buoni servizio – spiega ancora Turini : la gente venga a vedere quando costa, mandare i propri figli al nido, le tariffe delle rette si abbattono, dopo il calcolo delle agevolazioni».

I dati sono preoccupanti: i mille e passa posti che sono disponibili nei quaranta nidi dei 15 Comuni della Valdera, rappresentano un terzo della popolazione in età che ha diritto a frequentare il nido. «Siamo in linea con le direttive europee – spiega ancora Turini – e c’è anche da dire che nella nostra zona non s’è verificato un calo demografico. Per effetto dell’immigrazione, qui la popolazione è cresciuta».

E poi c’è l’aspetto educativo. «Con il passare degli anni – prosegue il presidente dell’Unione Valdera – l’idea del nido si è modificata culturalmente. Siamo passati dal considerarlo un vero e proprio parcheggio per chi non ha la possibilità di tenerlo a casa, a un importante modello educativo. I bambini che hanno frequentato il nido, quando arrivano alla materna si notano: hanno già fatto un percorso di inserimento in una comunità, hanno affrontato un percorso di crescita educativa».

Sul fronte delle tariffe, si paga a seconda della struttura e del reddito familiare (fa fede l’Isee): si va da 40 euro al mese. fino a 573. Conta anche il tipo di frequenza oraria. Ma ci sono dei buoni di servizio dei Comuni che fanno da calmiere. Anche in questo caso si va da 35 a oltre 400 euro. (e.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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