La manifestazione
Nidi mezzi vuoti, slittano le iscrizioni
Appello dell’Unione: «Venite a verificare nei nostri uffici la retta da pagare, ci sono riduzioni e agevolazioni»
PONTEDERA. «Venite nei nostri uffici, venite a verificare direttamente qual è la retta che dovrete pagare per mandare i figli al nido. Non fermatevi davanti alle tariffe, ci sono agevolazioni e riduzioni, aiuti dei Comuni, che fanno abbassare le quote». L’appello arriva dall’Unione dei Comuni della Valdera. Lo lanciano il presidente David Turini e il direttore dell’ente territoriale, Giovanni Forte. Sono un po’ disorientati e anche meravigliati davanti alle cifre che riguardano le iscrizioni al servizio per l’infanzia: mancano quattro giorni alla scadenza naturale e la metà degli oltre mille posti a disposizione nelle quaranta strutture dislocate nei quindici Comuni dell’Unione, sono vacanti. Non richiesti. Non ci sono domande. E l’esperienza storica indica che nel passato, anche più recente, non s’era mai verificata una situazione simile.
Le liste d’attesa.Un anno fa, dopo le preiscrizioni, c’erano un aventina di bambini in lista d’attesa. Non avevano avuto il posto che le loro mamme avevano chiesto per loro. E che rispondeva alle loro esigenze. Una situazione che poi si è normalizzata. Succede sempre così.
Ma stavolta è diverso. Mancano all’appello cinquecento e più domande. Così il servizio educativo e scolastico dell’Unione ha deciso di non chiudere, drasticamente, le iscrizioni il 24, così com’era previsto dal bando.
«Questa situazione è colpa della crisi – tenta un’analisi Giovanni Forte – Molte donne hanno perso il lavoro, sono state costrette a lasciarlo. E restandosene a casa, pensano loro ad accudire i figli, così risparmiano i soldi della retta».
Le famiglie in difficoltà s’affidano ai nonni. O gli stessi genitori, costretti a stare a casa (magari per colpa della cassa integrazione), fungono da educatori. I segnali delle difficoltà, negli uffici dell’Unione della Valdera, sono ben evidenti. « Stanno crescendo le richieste di contributi sociali – sottolinea il direttore Giovanni Forte – Sono in aumento anche gli sfratti nelle locazioni, perché la gente non riesce più a pagare gli affitti con regolarità».Se poi ci mettiamo che nell’albo fatto dall’Unione, ci sono cinquecento donne in attesa di avere un posto da badante, il quadro è completo.
Slitta la scadenza. Tornando alle iscrizioni, quelle aperte fino al 24 (e che adesso slitteranno), servono per una prima scelta: i genitori potranno segnalare, per i propri figli, tre strutture che desiderano. Poi ci sarà una seconda fase, in piena estate, dove saranno decise ufficialmente le sedi di ogni iscritto. Tutto dovrà essere pronto entro la fine di luglio, quando ci saranno le graduatorie ufficiali.
A rischio posti di lavoro. «Lasceremo aperte le possibilità di iscrizione – spiega ancora Giovanni Forte – anche dopo il 24, ma ovviamente, la priorità, nelle scelte, spetta a chi ha rispettato le date originarie del bando».
C’è il timore che se le iscrizioni non aumenteranno, di numero, anche alcune delle quaranta strutture (buona parte pubbliche, ma tantissime anche private, seppure convenzionate con il Comune), potranno andare in difficoltà e saranno costrette a ridurre il personale utilizzato sia per l’aspetto educativo che, per quello più pratico, delle pulizie e delle cucine. Insomma, a rischio, potrebbero esserci altri posti di lavoro.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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