Il dolore
All’Iti Marconi la robotica diventa materia di studio
Per due giorni si celebra l’happy hour della tecnica In mostra e in gara i prototipi realizzati dai ragazzi
PONTEDERA. L’Iti Marconi protagonista della robotica in Valdera. Chi apre la porta dell’istituto pontederese si trova davanti a una miriade di robot al lavoro, organizzati per stand e assemblati dai ragazzi: con le fattezze di un dinosauro, acquisiti da una società canadese e in grado di apprendere e modificare il carattere via via che il software apprende informazioni dall’esterno; turbine funzionanti ad aria compressa; e perfino una macchinina alimentata con l’idrogeno presente in acqua e attivato dai raggi solari. Ovviamente, la complessità dei lavori è tarata in base all’anno che frequentano i progettisti, ma quasi tutti gli studenti e le classi della scuola sono coinvolti. La due giorni scientifica si chiama “Happy hour della tecnica”, e ha la finalità di offrire un approccio disciplinare tutto nuovo. Punta di diamante Acaris, che trova da solo una fonte di emissione di alcool etilico. «Già l’anno scorso abbiamo partecipato a gare di robotica e abbiamo vinto», spiega il professore di elettronica Cosimo Mulè. «I ragazzi sono davvero appassionati dalla robotica. Per cui, se stimolati a costruire delle macchine, devono per forza avvicinarsi a discipline come la fisica e la chimica».
Mentre parliamo due automi lottano per buttare l’altro fuori dal ring, proprio come in una trasmissione televisiva di un po’ di tempo fa. Al proprio posto, Fabio Fontanelli e Daniele Bellucci, della terza e quinta informatici. Insieme alla classe hanno installato «un lettore ottico che distingue il bordo nero della linea, che serve a non far cadere il robot di fuori». Alla postazione accanto Giacomo Taormina della quarta scientifico e Cristian Cacci dell’ informatico. Manovrano una macchina che, avvalendosi dello stesso lettore ottico che distingue i colori, riesce a seguire un tracciato disegnato in nero. Gli studenti della prima informatico - Simone Martini, Leonardo Tonelli e Selene Bartaloni – sono intenti a testare robot sensibili agli ostacoli. Il principio utilizzato è quello di alcuni aspirapolvere automatici, che percepiscono se si trovano su un tappeto o sul parquet e cambiano di conseguenza il proprio assetto. «L’intento è mettere in mostra quello che normalmente facciamo a studenti e genitori», entra nel merito il vicepreside Pierluigi D’Amico. «Combinando le discipline tecnologiche con quelle più tradizionali, come fisica e chimica. Stamani si svolgeranno le gare nazionali di robotica». Il link fra i robot e i ragazzi si stringe ulteriormente, visto che la robotica assumerà il rango di materia curricolare nel’indirizzo di elettronica.
Jacopo Paganelli
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