Il Tirreno

Pontedera

«A scudo dei diritti» Enrico Rossi difende il pirogassificatore

di Giacomo Pelfer
«A scudo dei diritti» Enrico Rossi difende il pirogassificatore

Il governatore alla conferenza stampa coi vertici di Nse «Inquinano di più i supermercati aperti la domenica»

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FIRENZE. In difesa del diritto e della legge, contro quella che Enrico Rossi definisce «una sindrome localistica, fatta anche di interessi personali e politici, che non possono spezzare il lavoro, l'industria e la scienza». Il governatore cadenza ogni parola, come a incidere una volta per tutte la posizione della Regione sul pirogassificatore, e chiudendo così la conferenza stampa organizzata ieri nelle stanze della sede regionale. All'appuntamento interviene al gran completo anche la Nse Industry di Empoli, l'azienda che ha brevettato l'impianto e ne attende adesso la sperimentazione. A fianco di Rossi siedono la fondatrice Nicla Pucci e il responsabile tecnico Jacopo Sodini. Presenti anche l'inventore del pirogassificatore Enzo Morandi e il responsabile comunicazione Agostino Fragai, oltre all'intero team di tecnici di Nse e a Maurizio Giani di Waste Recycling.

Un progetto valido. «È opportuno chiarire – ha esordito Rossi –: il nostro impegno non è a favore di un privato, come sostiene qualcuno, ma in difesa del diritto e della legge», ribadendo così la posizione ormai celebre, che il governatore ha ripetuto anche per giustificare il ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar. «Se non fossi sicuro della validità di questo progetto non c'avrei messo la faccia – ha aggiunto –. Credo che la Toscana abbia un pezzo del suo futuro nella chiusura dei cicli produttivi. E se un'azienda è pronta ad investire 5 milioni in questo settore, con tutti i permessi a posto e i pareri favorevoli di Asl e Arpat, è giusto che possa andare avanti. Ricordo che i riferimenti normativi dell'Arpat derivano dalla legislazione europea, alla quale noi italiani, soprattutto in Toscana, aggiungiamo sempre tutta una serie di ulteriori precauzioni a tutela dell'ambiente e della salute. In questo caso, quindi, a livello di precauzioni si è già andati molto oltre».

La Toscana della domenica. Il progetto della Nse rappresenta quindi un'occasione da non sprecare secondo Rossi. «Perché nasce da giovani ingegneri italiani. – ha proseguito –. A che serve lamentarsi sempre dei ragazzi che disperdiamo all'estero, se poi, quando tornano in Italia portando avanti un progetto valido, li prendiamo a calci nei denti? Significa spezzare il lavoro e l'innovazione. Non possiamo ridurre la Toscana ad una regione della domenica: un buen retiro che vive solo di commercio, Chianti e seconde case per i turisti. Credo che i supermercati aperti la domenica inquinino molto più del pirogassificatore. Alle liberalizzazioni preferisco le regole. E qui le regole ci sono tutte».

Chiudere il ciclo produttivo. «Il nostro – ha spiegato Jacopo Sodini di Nse – è un sistema di gassificazione rivoluzionario, che interviene a valle, su rifiuti selezionati, andando a risolvere allo stesso tempo il problema energetico e quello dello smaltimento, e chiudendo così la filiera produttiva delle aziende. Un sistema che potrà contribuire a risolvere il problema dei rifiuti in Toscana, per essere poi installato in tutto il mondo».

Provare per credere. «Che senso ha – ha chiesto Nicla Pucci – che Waste Recycling continui a consumare energia e a mandare rifiuti in discarica? Le nostre sono due aziende private, con capitali interamente privati, pronte a investire 5 milioni in un progetto in linea con gli indirizzi europei». La fondatrice di Nse si è detta sicura che, una volta installato l'impianto, i timori svaniranno. «Capisco le popolazioni – ha aggiunto –. Non si può imporre di credere in qualcosa di nuovo, che ancora non è stato provato. Una volta montato l'impianto sono sicura che ci sarà un ripensamento».

Lo scontro con Comuni e Provincia. Il governatore ha preferito evitare di gettare nuova benzina sul fuoco dello scontro con la Provincia di Pisa, soprattutto con il presidente Andrea Pieroni. «Ho già espresso quello che penso», ha detto Rossi, che ha invece stigmatizzato la tesi di chi, soprattutto tra gli amministratori comunali e provinciali, si dichiara contrario al pirogassificatore reclamando piuttosto una pianificazione generale dei rifiuti, che prenda in considerazione anche la termovalorizzazione. «Mi sembra contraddittorio – ha detto Rossi – chiedere alla Regione di risolvere il problema dei rifiuti e allo stesso tempo osteggiare un impianto così piccolo, che ha tutte le carte in regola e i pareri favorevoli. Se cominciamo dicendo no al pirogassificatore si parte male e si arriva peggio».

Pronto al confronto. Ieri mattina, intanto, alcuni cittadini di Castelfranco hanno inviato a Rossi per organizzare al più presto un incontro, come auspicato dallo stesso governatore in visita pochi giorni fa a Pontedera.

«Ci dia un ventaglio di date possibili su cui decidere», hanno scritto i firmatari. «Confermo il mio impegno – risponde Rossi –: forniremo sicuramente alcune date. Ascolteremo le loro ragioni e spiegheremo la nostra posizione, anche se il diritto, alla fine, dovrà comunque prevalere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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