Attenzione
Un calice etrusco battuto a Londra da Christie’s
VOLTERRA. Un pezzo pregiato della produzione etrusca verrà battuto dalla famosa casa d'aste Christie's. Nella sede di South Kensington a Londra, il prossimo 26 aprile, sarà messo in vendita un calice...
VOLTERRA. Un pezzo pregiato della produzione etrusca verrà battuto dalla famosa casa d'aste Christie's. Nella sede di South Kensington a Londra, il prossimo 26 aprile, sarà messo in vendita un calice alto 34 centimetri in vernice nera Malacena, dal nome della località di Monteriggioni (anticamente appartenente al territorio etrusco) dove si produceva la ceramica che veniva plasmata dagli etruschi. La casa d'aste indica in Volterra il luogo di ritrovamento nel IV secolo avanti Cristo, fissano un prezzo tra le 12mila e le 18mila sterline (tra 15mila e i 22mila euro).
Il pezzo proviene da una collezione di un privato svizzero, giunta a Christie's tramite la Jean-David Cahn Ag, una società che si occupa di opere antiche. «Mi sembra un po' alta come valutazione – spiega l'etruscologo Alessandro Furiesi – perché questi oggetti facevano parte della produzione di massa che veniva realizzata a Volterra. Probabilmente questo pezzo è più pregiato. Di articoli di questo genere ce ne sono moltissimi sparsi per il mondo. La lavorazione etrusca rappresenta una grande attrattiva per i collezionisti». Nelle note del lotto in cui è stato inserito questo calice si legge che "molti vasi e pezzi denominati lavorazioni Malacena di Volterra venivano esportati in tutta l'Etruria ed erano destinati al mercato del lusso".
Il 26 aprile, Christie's batterà anche altri pezzi etruschi, come un busto votivo di una giovane, quotato tra i 6mila e gli 8mila pound, uno specchio in bronzotra le tremila e le cinquemila sterline, un busto di donna in terracotta tra i 5mila e i 7mila pound, un piede sinistro e un volto femminile, ambi in terracotta. Tutte appartenenti a collezioni private estere. «Il patrimonio etrusco sparso per il mondo è enorme – dice Furiesi – bisognerebbe che i musei italiani avessero le capacità economiche di quelli stranieri per comprare oggetti che periodicamente vengono messi in vendita».
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