Il Tirreno

Pontedera

«Nessun rischio per i pazienti nelle sale operatorie»

Il direttore Rocco Damone ammette la carenza di infermieri E anticipa: a giugno arriveranno da Pisa due nuovi “ferristi”

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PONTEDERA. «Voglio tranquillizzare tutti gli utenti che il blocco operatorio di Pontedera è pienamente efficiente e sicuro grazie al lavoro multidisciplinare degli anestesisti, dei chirurghi e al lavoro di infermieri e operatori socio- sanitari». Così il direttore generale dell’Asl 5, replica all'intervento dei sindacati apparso oggi sulla stampa locale.

Nel merito, Damone, specifica quanto l'azienda sta mettendo in atto e il ruolo dell'ospedale di Pontedera. «Il blocco operatorio rappresenta un settore strategico dell’ospedale - afferma il direttore generale dell'Asl 5 - su cui la direzione mantiene la massima attenzione e tiene in alta considerazione il lavoro di equipe svolto da medici, infermieri ed operatori socio sanitari, per tale motivo sono già stati autorizzati i trasferimenti di 2 ferristi già operativi presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, che prenderanno servizio nel mese di giugno. Dobbiamo tenere presente che si sono verificate alcune gravidanze e la loro sostituzione è abbastanza complessa perché non si trovano facilmente ferristi già formati. Inoltre la formazione del personale è un diritto (le 150 ore) e per tale motivo, in previsione di assenze temporanee, in accordo con i tutti gli operatori (medici e infermieri) si è provveduto a rimodulare il numero di sale operatorie attive, secondo il principio che il numero di sale aperte deve essere sempre correlato al numero di personale presente».

Sul fatto che Pontedera, come affermano i sindacati, sia dimensionato per 3000 interventi, Damone non è d’accordo. «Significa ignorare i criteri di produttività ed efficienza che deve avere un blocco operatorio: ovvero, la produzione di una sala operatoria, dati gli elevati costi, non può essere inferiore a 1000 interventi per anno. I dati ci danno ragione, infatti ciò consente al nostro ospedale di essere un punto di riferimento importante per l'intero sistema regionale, punto dal quale non possiamo tornare indietro. E' bene tenere presente che il lavoro nel blocco operatorio è impegnativo per tutti coloro che lo svolgono ed è un settore che deve funzionare sempre, notte e giorno e questo a volte può determinare momenti di sovraccarico di lavoro ma ci tengo a sottolinearlo, è un lavoro essenziale».

Rispetto ai disguidi di venerdì scorso «a me e ai miei collaboratori non risultano dissonanze di alcun tipo e tutta la casistica operata presentava indicazioni che non permettevano la procrastinabilità dell’intervento. Ritengo anche opportuno sottolineare che la valutazione dell’urgenza chirurgica è frutto esclusivamente del lavoro di un'equipe di medici specialisti, dopo una attenta e qualificata valutazione delle condizioni cliniche del paziente» aggiunge Damone.

Il direttore dell’Asl ricorda che l'ospedale di Pontedera è in rete con Pisa per la gestione dei poli-traumi maggiori e la chirurgia ultraspecialistica e con l’ospedale di Volterra per gli altri interventi.

«Tale rapporto verrà ulteriormente rafforzato con l’imminente creazione di un dipartimento chirurgico aziendale che comprende le sedi dei nostri due ospedali» conclude il dottor Damone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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