La manifestazione
Ignorato il prefetto, ecco il commissario
Santa Maria a Monte: consiglio ancora paralizzato per il “no” compatto delle opposizioni alla surroga di Massetani
SANTA MARIA A MONTE. Nuova fumata nera e commissario in arrivo per la surroga del consigliere di maggioranza Marco Massetani. A niente è servita l’intimazione del prefetto Antonio De Bonis per sbloccare la situazione che tiene in stallo il consiglio comunale santamariammontese dal 14 marzo. Dopo le tre sedute indette dal sindaco David Turini nelle settimane precedenti, andate a vuoto, anche il “quarto round” di lunedì sera ha visto contrapporsi due schieramenti compatti, senza cedimenti. Presente fra il pubblico anche Franca Giovannetti, la seconda dei non eletti che da più di un mese attende di poter sostituire Massetani e che sarà presente nei banchi del consiglio comunale, in piena autorità, già dalla prossima seduta del 24 aprile.
Nella giornata di ieri è infatti arrivata la conferma dell’avvenuta nomina del commissario ad acta, il vice prefetto Giovanna Piccolo, che fra oggi e domani salità in Comune a Santa Maria a Monte a firmare il decreto per la surroga. Un esito scontato, anche se alcuni avevano potuto credere che l’intervento prefettizio, dai toni decisamente perentori, potesse avere una qualche influenza sui dieci consiglieri d’opposizione.
Anche lunedì sera i gruppi di minoranza si sono presentati con un unico intervento della capogruppo Pdl Manuela Del Grande, salvo perdersi poi insieme ai colleghi di maggioranza nel consueto botta e risposta fra polemiche e accuse reciproche. «In passato le minoranze hanno sempre votato le surroghe, com’è giusto che sia. Questa volta però abbiamo voluto mettere in evidenza il venir meno della maggioranza consiliare», ha dichiarato Del Grande, che alla sollecitazione del prefetto risponde: «Non esiste alcuna disposizione di legge che imponga coercitivamente ai consiglieri di votare a favore». Un duro attacco è stato poi riservato alla segretaria comunale Norida Di Maio, alla quale Del Grande ha rivolto un invito a «fare il suo lavoro in totale indipendenza, facendo rispettare le leggi» perché «essere la segretaria comunale non è come fare la segretaria del sindaco».
Parole di sconcerto sono state espresse invece da vari esponenti Pd, a partire dal sindaco David Turini, che si è concesso anche una metafora calcistica. «A parte il dovuto invito a Del Grande a moderare i termini e a rispettare la professionalità dei tecnici, vedo che anche stasera, malgrado l’invito del prefetto, non si vuol sbloccare la situazione – ha commentato Turini –. Prendo piacevolmente atto che se non altro l’opposizione, di cui continuo a registrare l’assoluta compattezza, oggi scopre le carte: siamo di fronte ad un atto compiuto anche contro l’autorità del prefetto. Un uso delle istituzioni per fini politici che rischia di “fare scuola” rompendo relazioni e comportamenti assodati. Come se una squadra di calcio, a metà della partita, prendesse da parte l’arbitro intimandogli di cambiare le regole. Nel cacio, di fronte ad un atteggiamento come questo, di risposta ci si possono aspettare solo stincate. Le vere vittime però sono coloro che hanno pagato il biglietto, cioè i cittadini».
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