Proteste
«Caro Picchi, ricordati che c’è il codice etico»
CASTELFRANCO . La Provincia di Pisa ha adottato un codice etico. La notizia viene accolta positivamente da una serie di associazioni, fra cui il Comitato Antinquinamento di Castelfranco, il Comitato...
CASTELFRANCO
. La Provincia di Pisa ha adottato un codice etico.
La notizia viene accolta positivamente da una serie di associazioni, fra cui il Comitato Antinquinamento di Castelfranco, il Comitato cittadino “Tutela Salute e Ambiente di San Donato e la sezione del Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini, che s’impegneranno a far sottoscrivere la “Carta di Pisa” a quante più amministrazioni locali sia possibile.
Per contro, qualora degli amministratori non operino con diligenza, lealtà, onestà e correttezza, oppure ritardino nell’assumere le misure previste da essa.
«In troppe occasioni – affermano le associazioni – la classe politica pare prestare più attenzione alle sirene delle "lobby" che alle istanze democratiche.
La “Carta di Pisa” è un codice etico che può migliorare il rapporto democratico tra le associazioni dei cittadini e le amministrazioni pubbliche. Secondo la Carta, infatti, l’amministratore pubblico (sia esso un eletto o un dipendente) deve: tenere un comportamento tale da stabilire un rapporto di fiducia e di collaborazione con i cittadini; favorirne l’accesso alle informazioni per l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti; rispondere diligentemente alle loro richieste relative allo svolgimento delle sue mansioni, o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile; sviluppare ogni misura per favorire la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui è responsabile; assumere le decisioni nella massima trasparenza e respingere qualsiasi pressione indebita rendendola pubblica ed eventualmente avviando l'azione penale; fornire i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi percepiti, agli incarichi ricevuti nonché ai potenziali conflitti di interesse; evitare il cumulo di incarichi.
In un Paese dove ormai nessuno si dimette, neppure di fronte a sentenze penali, l’impegno sottoscritto dagli assessori di dimettersi dalla carica nel caso di rinvio a giudizio per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio e traffico illecito di rifiuti è decisamente degno di nota».
A questo proposito, le associazioni ricordano che un assessore provinciale (Valter Picchi) è indagato per fatti inerenti i rifiuti. «Speriamo – viene rilevato – che possa dimostrare la sua innocenza. Tuttavia, nella malaugurata ipotesi di rinvio a giudizio, sarebbe opportuno che si dimettesse per onorare così il solenne impegno preso con la sottoscrizione della "Carta di Pisa"».
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