Il Tirreno

Pontedera

Sale operatorie in tilt gli infermieri sono pochi

Sale operatorie in tilt gli infermieri sono pochi

I sindacati chiedono all’Asl di potenziare l’organico, denunciano i rischi a cui sono esposti gli operatori costretti a lavorare in condizioni di stress

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «L'azienda Usl 5 non mantiene le promesse fatte qualche mese fa circa la situazione del blocco operatorio dell'Ospedale Lotti e questo fa si che ormai siamo ai limiti di guardia sia per la mancanza di personale infermieristico e come operatori socio assistenziali che per le carenze strutturali». Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, solleva un problema di cui si parla da mesi. Venerdì scorso però, vuoi per alcune assenze, vuoi per i numerosi interventi programmati, si è rischiato, per la mancanza di infermieri, di far saltare alcune operazioni. Sono sei gli infermieri e due gli Oss in meno rispetto alla dotazione organica «necessaria a garantire un corretto funzionamento dell'attività operatoria ai ritmi attuali» aggiunge Carbocci.

Secondo il sindacato degli infermieri l’Asl deve riflettere su un altro aspetto che è quello della sicurezza.

«L’attività è sovradimensionata rispetto a quanto possa reggere la struttura del Lotti: a fronte di una possibilità di effettuare in sicurezza circa 3000 interventi annui, ad oggi l'attività svolta è oltre il doppio». Questo fa pesare di più anche le carenze strutturali che ci sono e i «lavori di ristrutturazione che non vengono eseguiti perché impossibile ridurre l'attività operatoria».

Le prestazioni erogate dal Lotti sono in aumento e un numero crescente di pazienti si affida ai medici dell’ospedale di Pontedera. Ma tutto questo per il sindacato ha un risvolto della medaglia. Il personale rischia di lavorare sotto pressione e questo aumenta anche la possibilità di errori. «Eppure a fronte della carenza di personale, gli interventi chirurgici richiesti dai direttori delle varie specialità chirurgiche stanno diventando sempre più complessi e con tempi di procedura più lunghi» dice Carbocci. Ad aumentare i problemi di gestione delle sale operatorie, c'è il fatto che il personale infermieristico deve occuparsi di provvedere al lavaggio dei ferri chirurgici o la chiusura dei sacchi dei rifiuti infetti, perché vi è una mancanza di personale di supporto (Oss). Alla fine degli interventi in urgenza notturna si chiede agli infermieri, fino a quel momento impegnati al tavolo operatorio, di rimanere in servizio per lavare i ferri chirurgici e chiudere i sacchi dei rifiuti il che, oltre ad essere una attività non infermieristica, provoca un allungamento dei tempi di permanenza in servizio in reperibilità, aumentando il rischio che in caso di una ulteriore chiamata l'infermiere non possa riposarsi abbastanza.

I problemi organizzativi si rilevano anche nelle chiamate in reperibilità del personale infermieristico. Il Nursind chiede ai vertici dell’Asl di intervenire quanto prima.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca