Proteste
«Quel che conta è saperlo utilizzare»
Becattini (Bellaria): «Abbiamo il defibrillatore e la teoria per usarlo. Ma la pratica ci intimorisce»
PONTEDERA. Avere un defibrillatore può essere importante. Ma ancora di più diventa fondamentale saperlo usare. E' quanto pensano Piero Becattini, presidente della Bellaria, e Daniele Biasci, responsabile della Lega nuoto della Uisp.
E non è tanto una questione di tecnica. Ma di sangue freddo e capacità di capire cosa fare negli attimi in cui è richiesta l'azione. Secondo Lara Braccini, responsabile della medicina dello sport dell'Asl 5, «quelli di ultima generazione sono facilissimi da usare». «In teoria sono – dice Biasci – perché ce ne sono alcuni che appena appoggiati sul torace indicano le funzioni da usare e l'intensità. Ma tra la teoria e la pratica c'è molta differenza. Nel centro di medicina sportiva riconosciuto dall'Asl che abbiamo realizzato al palazzetto dello sport ne abbiamo uno che non è mai stato usato. La speranza è quella di continuare a non doverne avere bisogno». Anche al nuovo centro sportivo della Bellaria Cappuccini c'è un defibrillatore.
«Per evitare problemi servirebbe la regola che esiste nel rugby – spiega il presidente Piero Becattini – secondo cui serve obbligatoriamente un medico a bordo campo per partite, dagli adulti ai ragazzi di 16 anni. Il defibrillatore ce l'abbiamo da quattro anni e per fortuna non l'abbiamo mai usato. Cinque di noi dirigenti hanno fatto il corso per utilizzarli, anche se poi non sono sicuro quanto saremmo in grado d'intervenire in maniera concreta in caso di necessità. Di queste cose è sempre bene che se ne occupino gli esperti, medici e personale del 118». La pensa così anche Matteo Franconi, assessore allo sport di Pontedera: «Ben vengano gli accorgimenti tecnologici, ma forse l'ideale sarebbe sfruttare il personale medico che ha le giuste competenze in casi come questi». (a.q.)
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