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Villaggio enel a castelnuovo

Notti in auto e staffette per una casa “low cost”

di Francesca Suggi
Notti in auto e staffette per una casa “low cost”

CASTELNUOVO. C’è chi dorme in auto per accaparrarsi quei 100 metri quadri a 70mila euro a Lagoni di Sasso Pisano. Qualcuno addirittura, da venerdì, mette su una sorta di staffetta familiare (attesa a...

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CASTELNUOVO. C’è chi dorme in auto per accaparrarsi quei 100 metri quadri a 70mila euro a Lagoni di Sasso Pisano. Qualcuno addirittura, da venerdì, mette su una sorta di staffetta familiare (attesa a turno, padre, figlio, zio, nipote) per essere i primi, davanti alla porta dell’ufficio protocollo del Comune. Pronti a consegnare la richiesta di acquisto per le unità abitative disabitate dell’ex villaggio Enel di Sasso e del capoluogo. Una quarantina in tutto le case low cost: e per ognuna di queste vale la regola del “chi prima arriva, meglio alloggia”. «Siamo contenti delle domande ricevute, c’è stata una vera e propria manifestazione collettiva di interesse», commenta il sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini.

Cominciava ieri, infatti, la possibilità di depositare le richieste di acquisto. «Fino al 27 di aprile ne raccoglieremo ancora, dopo manderemo tutto a Enel che provvederà alle pratiche finali». Le abitazioni del capoluogo e quelle dei Lagoni di Sasso Pisano (possibilità di spendere solo 18mila euro per un’abitazione da 60 metri quadri) progettate dal celebre architetto Michelucci - quello della stazione Santa Maria Novella di Firenze per intenderci - sono andate a ruba. «I casi di molteplici richieste per una stessa casa sono ridotti al minimo», aggiunge il vicesindaco Evaristo Nesi. Un po’ meno appetito suscitano le abitazione “sparse” nella campgna tra Castelnuovo e Larderello: sono quelle di Bagno al Morbo, dove ci sono le storiche terme. E dove soggiornò pure Giuseppe Garibaldi. Il Comune non esclude di procedere con un secondo bando rispetto all’invenduto. Ferrini cala un jolly, sperando di suscitare l’interesse di Enel. «Non sarebbe male che l’azienda mettesse in vendita gli stabili d’epoca delle vecchie terme, ora disabitati».

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