Il Tirreno

Pontedera

L’azienda sanitaria intensifica i controlli

di Andreas Quirici
 L’azienda sanitaria intensifica i controlli

In un anno cinque casi di atleti non idonei. Defibrillatori: via il monitoraggio della presenza negli impianti sportivi

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PONTEDERA. L'Asl pisana intensifica i controlli e gli interventi in termini di sicurezza negli impianti sportivi. «La morte di Piermario Morosini è una terribile coincidenza alla nostra attività – spiega la responsabile Lara Braccini, responsabile della medicina dello sport dell'Asl 5 – I controlli che stiamo effettuando sulle società stanno facendo emergere che molti atleti, specie i giovani, giocano senza un certificato medico-sportivo valido. Presto, poi, organizzeremo una giornata di sensibilizzazione verso i genitori che spesso sono i più reticenti ad approfondire indagini se loro figlio presenta problemi durante le visite». Intanto, nel 2011 sono stati 5 gli atleti dichiarati non idonei alla pratica sportiva, mentre la questione dei defibrillatori potrebbe essere a una svolta: «Non sono obbligatori negli impianti, ma nel 2012 è impensabile non averli a disposizione».

L'asl in campo. Esiste una commissione che sta effettuando controlli sui certificati sportivi degli atleti, specie del calcio. «Stiamo trovando un numero rilevante di irregolarità – dice ancora Braccini – e questo, ovviamente, è un grosso problema. Spesso si fanno giocare lo stesso gli atleti, anche quelli piccoli, pur non avendo il certificato valido. La maggior parte delle volte la giustificazione è che non c'erano abbastanza giocatori per una partita. È chiaro che, in casi come questo, le scuse non bastano, perché le sanzioni per le società scattano in automatico». A questo proposito, la dottoressa ricorda che «i certificati medico-sportivi validi sono quelli rilasciati da strutture pubbliche dell'Asl o da privati riconosciuti dalla Regione. Troppo spesso, invece, ci si rivolge a medici non accreditati e che rilasciano documenti che non hanno nessun valore giuridico. Anche in questo caso le responsabilità sono dei presidenti delle società per mancato controllo».

Le visite. L'Asl pisana ne effettua direttamente circa 3000 visite all'anno, mentre nel complesso, i certificati medico-sportivi in provincia di Pisa arrivano a essere circa 15mila. Cinque non idonei nel 2011. Ma molti di più sono quelli sospesi che devono approfondire l'indagine medica con esami specifici. Nella maggior parte dei casi un atleta viene dichiarato non idoneo o viene sospeso per extrasistoli ventricolari, frequenti nei giovani. Ma ci sono anche casi di cardiopatie note che si sono aggravate. «In situazioni come queste si richiedono esami più accurati – riprende il responsabile della medicina sportiva dell'Asl – e le sospensioni di medio e lungo periodo dipendono anche dal fatto che gli atleti devono fare gli accertamenti rispettando le lunghe liste d'attesa. Esistono casi, però, di genitori che non sono disposti a far fare gli esami ai loro figli, perché hanno paura dell'invasività di alcuni accertamenti. È anche per questo che vogliamo organizzare una giornata sulla medicina sportiva, destinato essenzialmente ai genitori. Devono capire che una visita medico-sportiva non è finalizzata solo a ottenere il certificato per far giocare il figlio la domenica. Ma si tratta di un controllo utile a evitare problemi in futuro».

Defibrillatori e interventi. Del macchinario “salvavita” se ne sta parlando molto in questi giorni, dopo la morte del 25enne giocatore del Livorno allo stadio Adriatico di Pescara sabato scorso. Non tutti gli impianti sono dotati di un defibrillatore e non tutti lo saprebbero utilizzare. «Anzi – sottolinea Braccini – sono molto pochi quelli che ne hanno uno a disposizione. Certo, poi subentra la capacità di utilizzo. Per legge, in una struttura dove si pratica sport dovrebbe essere sempre presente una persona che ha seguito i corsi per il primo soccorso. Ma è un aspetto che un po' tutti trascurano. Il defibrillatore, invece, può davvero risultare fondamentale. Non sono obbligatori, ma nel 2012 è un fatto assurdo. Costano intorno ai mille euro, una cifra non elevata per un vero e proprio salvavita facile da usare, specie quelli automatici. Sono a disposizione per trovare soluzioni con le società rispetto a questo problema e a organizzare corsi per l'utilizzo di questi macchinari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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