Il Tirreno

Pontedera

Scambi di accuse tra Rossi e comitati

di Andreas Quirici
Scambi di accuse tra Rossi e comitati

Il presidente della Regione “accolto” da alcuni contestatori all’incontro con gli studenti dell’istituto Fermi di Pontedera

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CASTELFRANCO. Il pirogassificatore, ancora lui, a turbare il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Ieri mattina, un gruppo di appartenenti a comitati contrari all'impianto di trattamento di rifiuti che la Waste Recycling ha intenzione di realizzare a Castelfranco ha contestato l'ex sindaco di Pontedera, proprio nella sua città natale. Un confronto andato in crescendo, partito con alcune domande e risposte, proseguito con le voci alzate e finito con minacce di querela e toni molto accesi. E chiuso dallo stesso Rossi che si dice pronto a "partecipare a un'assemblea pubblica, ma non a blitz in strada".

L'inizio. Tutto è cominciato all'alba dell'incontro sulla crisi e le prospettive occupazionali con un gruppo di studenti di una scuola di Pontedera a cui era stato invitato Rossi. Un gruppo di manifestanti era pronto ai cancelli. Il presidente della Toscana si è avvicinato sorridente stringendo anche alcune mani. «Perché vuol far costruire il pirogassificatore nonostante i pareri contrari del Tar?», gli è stato chiesto. «Ci sono pareri tecnici dell'Arpat e dell'Asl che dicono che non c'è nessun pericolo. Per cui se un imprenditore vuole investire in Toscana deve poterlo fare», è stata la risposta pacata di Rossi.

Il crescendo. «Ma Arpat e Asl non fanno il loro lavoro», è stata la frase di alcuni manifestanti che ha dato il “la” all'aumento di tensione. «Voi siete strumentalizzati – ha detto Rossi –- dovete fidarvi dei tecnici. E finché guiderò la Toscana sappiate che non accadrà più com'è successo a Lucca che un imprenditore che vuol investire in biomasse sia costretto a farlo in Francia e non da noi. In questa crisi serve buonsenso». E ancora un'altra domanda polemica: «Perché usa i soldi pubblici per favorire interessi privati?», con riferimento al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza di bocciatura del Tar nei confronti del pirogassificatore. «Non è affatto vero – ha detto Rossi – e se ritenete giusto questo pensiero fate ricorso anche voi oppure denunciatemi. C'è un parlamento europeo che fa le direttive e le regioni che seguono queste indicazioni. Noi non facciamo altro che questo».

L'apice della tensione. «Ora scusatemi, ma mi aspettano per un convegno», è stato il saluto al gruppetto di contestatori di Rossi che è partito verso l'ingresso accompagnato dal sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, e dal consigliere regionale Ivan Ferrucci. «Per chi lavori Rossi? – ha urlato uno dei manifestanti –. Per la Regione o per i privati?». A quel punto il presidente è tornato indietro, rosso in viso, alterato e a passi lunghi. «Lei non può dire queste cose – ha detto in faccia al contestatore –. Io sono una persona seria che lavora per il bene pubblico. La querelo se continua con queste offese». Il parapiglia verbale si è chiuso poco dopo tra l'imbarazzo generale.

Le reazioni. «Ci dissociamo da quanto avvenuto – ha detto Aurora Rossi, presidente del Comitato Antinquinamento di Castelfranco – perché non eravamo presenti, anche se siamo contenti, perché Rossi se le cerca». Giovanni Donzelli, consigliere regionale Pdl, è pronto a offrire il proprio compenso da consigliere per pagare le spese legali «al cittadino che ha contestato civilmente Rossi». Millozzi e Ferrucci, invece, ritengono che «un'azione di disturbo non serva a nessuno. È soltanto un inutile atteggiamento ostile e provocatorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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