Sicurezza
Niente lista delle consulenze, Po: chi controlla il S.Chiara?
VOLTERRA. Due anni e poco più di incarichi professionali e consulenze esterne fantasma, oppure difficili da ricostruire? Almeno così pare al Santa Chiara di Volterra. Quasi due mesi fa i consiglieri...
VOLTERRA. Due anni e poco più di incarichi professionali e consulenze esterne fantasma, oppure difficili da ricostruire? Almeno così pare al Santa Chiara di Volterra. Quasi due mesi fa i consiglieri di Progetto Originario chiedono al sindaco, attraverso un’interrogazione, di trasmettere l’elenco degli incarichi e eventuali affidamenti di lavori a ditte esterne (per importi superiori a 2mila euro) affidati dall’azienda pubblica dal giugno 2009 al dicembre 2011.
Ebbene, dopo quasi 60 giorni (abbondantemente scaduti i termini previsti dalla normativa): niente di fatto. In questi giorni arriva la risposta. Ovvero che stilare una simile richiesta era troppo impegnativa, considerato il personale amministrativo a disposizione dell’azienda. E allora la domanda a Progetto Originario sorge spontanea: chi controlla quell’azienda, che ormai da tempo naviga in acque non certo serene, con grossi problemi di bilancio, una vicenda Orsi alle spalle e un piano di rilancio fermo al palo - a quanto dicono i sindacati -?
«Come può un sindaco e con lui l'amministrazione controllare il S. Chiara, se non si dimostrano neppure in grado di farsi rilasciare l'elenco degli incarichi professionali assegnati? Le Asp hanno personalità giuridica di diritto pubblico e il Comune di riferimento dovrebbe poter esercitare il controllo per mantenere una buona gestione. Nel caso del S. Chiara di oggi, con i gravi problemi di bilancio che conosciamo, il dovere dell'esercizio del controllo da parte del Comune è ancora più stringente», sottolineano i consiglieri che, appunto, per legge hanno pieno diritto d'accesso a questi dati. «La risposta del sindaco – continuano – proseguiva chiarendo che, se proprio queste informazioni ci interessano, possiamo sempre andare in sede e raccoglierli di persona. E' quanto faremo quanto prima». Po va a fondo:
«Ci saremmo aspettati che simili ricognizioni sui conti e la verifica delle fonti di spesa esterne, fossero già state disposte in occasione dei recenti avvicendamenti dei due presidenti e di altrettanti consigli di amministrazione. Come è stato possibile analizzare la serie dei bilanci in rosso senza vagliare queste voci di spesa? Non sarà il caso del S. Chiara ma in genere, quando si analizza il bilancio di un'azienda, la voce "consulenze" è una delle più indicative e quindi tra le più importanti da osservare. Ancor più ci meraviglia, poi, che anche il piano di sviluppo strategico approvato dal cda e dalla maggioranza in consiglio comunale, quello redatto dalla società Iris, non abbia posto tra le sue premesse una ricognizione puntuale delle spese, per fondarsi evidentemente sulla mera lettura del bilancio. Proprio perché le cose vanno molto male, non si può continuare a scherzare».
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