Tutta in salita la “Strada del Tartufo”
La Regione Toscana accantona il progetto per i dubbi sollevati sul territorio, soprattutto da parte dei cercatori
SAN MINIATO. Una strada accidentata, fatta di buche e di ostacoli ancor prima di nascere. Sembra già aver subìto una prima battuta d'arresto il progetto della "Strada del Tartufo". Un percorso attraverso le colline di San Miniato e della Valdegola, pensato per sfruttare l'appeal del famoso tubero come forza motrice di promozione e attrazione per il territorio, sulla falsa riga della classiche strade del vino e dell'olio. Un'idea nata più di un anno fa, presentata ufficialmente il 17 marzo all'hotel Villa Sonnino con una tavola rotonda all'apertura della Mostra mercato del marzolo di Cigoli. Presenti, per l'occasione, anche l'assessore regionale Gianni Salvadori e il presidente della federazione delle Strade del vino, olio e sapori di Toscana Mauro Marconcini. Eppure, già in quell'occasione, furono espressi dubbi sull'utilità e le procedure dell'operazione. Titubanze che sembrano aver spinto gli stessi uffici regionali ad accantonare il progetto, almeno per adesso, con il timore di un ennesimo fallimento come avvenuto per le tante strade del vino mai decollate.
I dubbi dei tartufai. Sul banco degli imputati sono finiti i tartufai, soprattutto per le parole del presidente Salvatore Cucchiara, che intervenendo al convegno spiegò che «il tartufo non ha bisogno di pubblicità». «In realtà non siamo contrari – dice Cucchiara –: in quella sede esprimemmo solo gli stessi dubbi della maggior parte degli interventi. Dissi che il tartufo non ha bisogno di pubblicità perché già oggi ha una domanda superiore all'offerta: è un prodotto conosciuto in tutto il mondo. L'obiettivo è farlo diventare trainante per tutto il resto, e su questo collaboriamo da tempo. Se poi si vuol fare una strada del tartufo bisogna che funzioni, come disse anche l'assessore Salvadori: servono risorse, per la segnaletica e la pubblicità, mettendola quindi nelle mani di chi fa commercio, di chi ha un'attività. Non spetta ai tartufai, che praticano solo un'attività amatoriale».
Le finalità del progetto. Diverso il punto di vista di Andrea Ferreri, presidente del Comitato eventi cigolesi e promotore del progetto, che sottolinea, invece, la necessità di una maggiore promozione del tartufo. «L'idea – spiega – è di utilizzare il tartufo come richiamo sul territorio, per portare i turisti anche al di fuori delle città d'arte. Creare in pratica un motivo d'attrazione, con un percorso che andrebbe poi a toccare gli altri prodotti agro-alimentari, gli edifici religiosi, la storia, l'arte e perfino le nostre aziende. Ci sono persone che partono da fuori regione per il nostro tartufo: dobbiamo fargli conoscere tutto il resto. Siamo carenti anche a livello di cartellonistica, soprattutto sulla superstrada. Quello che manca davvero, poi, è un ente di promozione superiore, che vada al di là dei confini del comune di San Miniato».
Strada fai da te. Il progetto della "Strada del Tartufo" è nato anche per recuperare lo svantaggio rispetto ad altre realtà del territorio nazionale. «Perché non credo che il tartufo si pubblicizzi da solo – aggiunge Cesare Andrisano, presidente dell'associazione San Miniato Turismo –. Non vedo una corsa al tartufo nei nostri ristoranti. Questo progetto, infatti, rientra in un impegno per una maggiore visibilità, perché come territorio siamo ancora inesistenti». Andrisano sottolinea quindi la volontà di partire, anche senza i finanziamenti della Regione. «Si tratta d'individuare un percorso – dice – e di mettere un po' di risorse ciascuno per la cartellonistica e la pubblicità».
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