Il Tirreno

Pontedera

Muore a 4 anni nel letto dei genitori

di Emilio Chiorazzo
Muore a 4 anni nel letto dei genitori

Era stato dimesso il giorno prima dall’ospedale Lotti: c’era rimasto quattro giorni per una sospetta crisi convulsiva

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PONTEDERA. Era andato a dormire nel lettone da poco. Forse una mezz’ora. Magari era il premio, l’atto consolatorio per quei quattro giorni che aveva trascorso all’ospedale Lotti. Sono stati proprio mamma Daniela e papà Angelo, ieri mattina, poco prima delle otto, ad accorgersi che il loro piccolo Emanuele, quattro anni, non respirava più.

Il suo corpicino era senza vita. Immediatamente hanno chiamato i soccorsi. Un’ambulanza si è precipitata in via Gagarin, dove la famiglia Belluoccio abita. Ma non c’è stato niente da fare. Emanuele era già morto.

Un mistero le cause. Il piccolo era stato dimesso dall’ospedale Lotti, il pomeriggio del giorno precedente. In un lettino della pediatria era rimasto quattro giorni. Da quando, il pomeriggio di Pasquetta, i genitori l’avevano accompagnato al pronto soccorso, perché stava male.

“Sospetta crisi convulsiva”, diceva il referto. Senza i sintomi della febbre. Una diagnosi che convinse i medici di turno, a chiedere il ricovero del piccolo per fare altri esami diagnostici, altri accertamenti. Esami che hanno avuto tutti lo stesso esito: negativi. Tanto che giovedì pomeriggio, Emanuele è stato rimandato a casa. Né i prelievi del sangue, né l’elettrocardiogramma, avevano evidenziato qualcosa che potesse giustificare il malore accusato lunedì scorso, quando i genitori lo accompagnarono al pronto soccorso.

E, stesso risultato con gli altri esami eseguiti: un elettroencefalogramma e una risonanza magnetica, entrambi dall’esito negativo.

Solo per precauzione, i medici avevano deciso di sottoporlo a un ulteriore tipo di encefalogramma, che Emanuele avrebbe dovuto fare col tempo. Queste le prescrizioni dei medici quando, l’altro pomeriggio hanno firmato i fogli delle dimissioni. Ignari di quel che sarebbe accaduto poche ore dopo.

La piccola salma è stata portata all’istituto di medicina legale di Pisa, dove verrà effettuata l’autopsia che potrà chiarire ogni possibile dubbio sul decesso del bambino. È questo il motivo per il quale, ieri mattina, nella villetta della frazione del Romito, sono rimasti a lungo anche i carabinieri, che hanno raccolto il racconto dei familiari su quel che era accaduto dalla sera precedente fino al momento in cui i genitori hanno constatato la morte del loro figlio.

La famiglia Belluoccio è molto conosciuta nella frazione pontederese, dove abita. Anche perché gestisce, da tempo, un locale - un ristorante pizzeria - nella zona di Val di Cava.Proprio qui, a maggio dello scorso anno, Emanuele fu protagonista di un drammatico episodio: cadde dalla finestra della stanza dei genitori, al piano superiore del locale che gestiscono in Val di Cava. Un volo di quattro metri. Il corpicino di Emanuele cadde sul selciato davanti all’ingresso del ristorante, mentre la mamma era in bagno e le due sorelle, più grandi, intente a fare altro. Fu portato, con un elicottero del soccorso all’ospedale Meyer a Firenze. Fu tenuto a lungo sotto controllo, nel centro traumatologico. Fino al giorno in cui poté tornare a casa, a farsi coccolare dai genitori , dalle due sorelline e dalla nonna materna, accorsa appositamente da Viareggio.

Un bambino con l’argento vivo addosso, Emanuele, come tutti, a quell’età. E con una grande curiosità. Come quando si ferì in maniera seria una mano, finita fatalmente tra le lame, in funzione, di un frullatore domestico.

Vivace. E amorevole. Così lo ricordano coloro che, nella frazione dove abitava, lo vedevano ogni giorno, magari mentre lo accompagnavano alla scuola dell’infanzia. Così lo descrivono anche i familiari, che straziati dal dolore, ieri, si sono chiusi nel silenzio, non dandosi pace, né una spiegazione a questa tragedia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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