Finanza
Comitato di cittadini per il “no” alla centrale
POMARANCE. Dopo le firme e la mobilitazione spontanea adesso nasce il comitato. Si chiama “No biomassa Rocca Sillana” e si propone di bloccare definitivamente il progetto di una centrale a biomasse...
POMARANCE. Dopo le firme e la mobilitazione spontanea adesso nasce il comitato. Si chiama “No biomassa Rocca Sillana” e si propone di bloccare definitivamente il progetto di una centrale a biomasse in località Molino d’Era. Quello che la mantovana Società Agricola Solare ha intenzione di realizzare in terreni di sua proprietà nella località pomarancina.
«Chiediamo al Comune di tenerci informati tempestivamente su sviluppi o qualsiasi altra proposta che potrebbe avere conseguenze per l’ambiente e gli abitanti», affermano dal Comitato. E sottolineano che «Su tutto il territorio continua la raccolta firme per fermare questo scempio».
È temporaneamente bloccato il progetto di centrale a biomasse all’ombra della Rocca Sillana, a San Dalmazio. La sfilza di “no” messa sul piatto della conferenza dei servizi, in Provincia, crea titubanze: l’imprenditore che vuole l’impianto deve portare integrazioni al progetto. Proprio per rispondere ai pareri negativi sfornati dal Comune di Pomarance, dall’Unione dei Comuni, dalla Sovrintendenza. Senza dimenticare le 300 firme raccolte dagli imprenditori agricoli e dai cittadini, oggi costituiti in comitato, che subito si sono mobilitati con la petizione contro, inviata anche in Provincia.
L’impianto sfiora il megawatt di potenza elettrica. Per la legge la centrale che rientra tra quelle alimentate da fonti rinnovabili è soggetta ad autorizzazione unica da parte della Provincia. Ma in ballo oltre alle osservazioni, in testa quelle del Comune, c’è anche una normativa che Regione a breve varerà proprio per regolare questo tipo di impianti.
«Come si è verificato in altre aree di Italia la nascita di una centrale a biomasse privata, porterà a una proliferazione di questa tipologia di impianti a danno dell'economia e dell’ambiente locale e della salute della popolazione». Al Comitato non hanno dubbi. L’impatto sul paesaggio, specie per chi si affaccerà dalla Rocca, e i timori per la salute.
«È fondamentale informare i cittadini che per biomassa la legge italiana intende “la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”. Nonché “sansa di oliva disoleata e liquor nero ottenuto nelle cartiere” – affermano –. Gran parte degli impianti a biomassa in Italia sono stati poi convertiti in inceneritori di rifiuti solidi urbani. Questo significa che la centrale che oggi viene autorizzata per produrre energia dalle bruciature del cippato, domani, passando in mano a persone diverse e meno attente alla salute degli abitanti, potrebbe essere convertita in un inceneritore di rifiuti». Il comitato è contattabile via e-mail: no.biomassa@tiscali.it.(m.m.)
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