Proteste
Cascina partecipa è flop di adesioni
Il progetto prevede di decidere la spesa di un milione di euro Solo 58 cittadini aderiscono, il sindaco: «È un’opportunità»
CASCINA. Il Comune di Cascina ha messo sul piatto un milione di euro, i cittadini potranno decidere come spenderli, ma non sembrano molti quelli che hanno capito come funziona un bilancio partecipato e quali siano le opportunità. Al contrario, c'è addirittura chi contesta l'utilità del progetto “Cascina partecipa”.
A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato allora il professor Rodolfo Lewanski, dell’Autorità regionale per la partecipazione, con una illuminante lezione - anche questa, vista la platea, non molto partecipata - tenuta giovedì sera in biblioteca .
I progetti presentati e votati sono stati oltre 130, ce ne sono di interessanti come di strampalati, ma appena si chiede una partecipazione attiva i cittadini si tirano indietro. Se la raccolta dei progetti è stato un successo la fase due del progetto, definita “dialogico-deliberativa”, rischia di fallire per mancanza di partecipazione.
«Questa fase – spiegano gli organizzatori di “Cascina Partecipa” – richiede la selezione di un campione di ottanta persone su tutto il territorio. Queste saranno chiamate a riunirsi più volte per discutere i vari progetti, valutandone la fattibilità e l’importanza in base alle esigenze reali della collettività. Al momento, su 4mila persone contattate, hanno dato la disponibilità a partecipare soltanto 58. Una buona metà non sa neppure di cosa stiamo parlando, mentre l’altra metà declina l’invito per questioni di tempo».
E poi c’è anche chi contesta il bilancio partecipativo, scrivendo che “gli amministratori, lasciando decidere ai cittadini come spendere i soldi pubblici, rinunciano alle responsabilità che hanno assunto facendosi eleggere”.
Secca la replica del sindaco Alessio Antonelli. «Questa giunta – afferma il primo cittadino – ha messo a disposizione del bilancio partecipativo un milione di euro, tra l’altro in un momento di difficoltà, non per scappare dai propri doveri, ma perché ritiene sia uno strumento innovativo, capace di dare grandi risultati. Se non si capisce questo, se non si è in grado di capire e di cogliere questa importante opportunità di crescita, significa che si è totalmente fuori strada».
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