Il dolore
In un anno oltre settemila servizi per la Misericordia
SAN MINIATO. Più di 100 volontari per un totale di oltre 7mila servizi sanitari e circa 70 interventi di protezione civile. La Misericordia di San Miniato Basso snocciola i dati dell'attività svolta...
SAN MINIATO. Più di 100 volontari per un totale di oltre 7mila servizi sanitari e circa 70 interventi di protezione civile. La Misericordia di San Miniato Basso snocciola i dati dell'attività svolta da gennaio a dicembre 2011. Numeri importanti, soprattutto nel servizio di emergenza-urgenza, accompagnato proprio in questi giorni dalle perplessità e dai timori per la riorganizzazione varata dall'Azienda sanitaria empolese. Una rivoluzione che dovrebbe partire entro l'estate, nella speranza di superare, con gli ultimi ritocchi, le critiche piovute da associazioni e sindaci del comprensorio.
I dati. Nell'arco del 2011 il personale della Misericordia di San Miniato Basso ha effettuato 7.327 servizi sanitari, tra cui 1.285 urgenze, divise fra 983 interventi per l'ambulanza con infermiere e 302 per quella con medico a bordo. Nella tipologia dei servizi, al primo posto i trasporti per dializzati (1.672), per esami diagnostici e terapie (1.612), nonché il trasporto per pazienti dimessi dall'ospedale (277). Seguono 1.136 ricoveri per malattia acuta, 93 incidenti stradali, 33 infortuni per cause accidentali, oltre a 122 interventi per i quali il ricovero non è stato ritenuto necessario, e 99 casi in cui il paziente stesso ha rifiutato di farsi ricoverare. A questi si aggiungono circa 70 interventi di protezione civile, legati soprattutto al piano neve e al servizio antincendio boschivo.
Il personale. L'associazione può contare in tutto su un centinaio di volontari, a cui si aggiungono 13 dipendenti. «Il numero dei volontari iscritti è rimasto stabile negli anni – spiega il governatore Alessandro Mancini –; ciò che è cambiato è la minore disponibilità di tempo del singolo volontario. Gli iscritti che garantiscono un'attività assidua sono circa la metà». A questo si aggiunge poi la scomparsa dei ragazzi in arrivo dal servizio civile nazionale (4 fino al 2011). «In questi giorni, tuttavia – prosegue il governatore – si sono aperte le iscrizioni per il servizio civile regionale: siamo capofila di una richiesta da 10 posti, di cui un paio dovrebbero toccare alla nostra associazione».
Il futuro dell'emergenza. Il nuovo sistema prevede la scomparsa delle ambulanze con medico a bordo e il taglio di quelle con infermiere, per la creazione di ambulanze con 2 soccorritori (anziché 3) equipaggiati con defibrillatore (cosiddette Blsd), che nel Valdarno saranno 6 in orario diurno e 5 notturne. Il tutto, però, a fronte di un potenziamento delle automediche, di cui 2 nel Valdarno: a Fucecchio e a San Miniato, presso il centro diurno a La Catena. Per i codici rossi e gialli, sarebbe previsto il doppio intervento di un'ambulanza Blsd e di un'automedica. «È vero che i mezzi aumentano – dice Mancini – ma si tratta di capire quanto tempo passerà tra l'arrivo dell'ambulanza e quello dell'automedica».
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