Il dolore
Favole e disegni dei bambini Pierotti continua a scrivere
CASCINA. La storia delle "Favole di ogni giorno" di Giampiero Pierotti è una favola in sé. Tanto che lui, un artigiano di Pettori oggi in pensione, stringe e coccola il suo libro come Geppetto...
CASCINA. La storia delle "Favole di ogni giorno" di Giampiero Pierotti è una favola in sé. Tanto che lui, un artigiano di Pettori oggi in pensione, stringe e coccola il suo libro come Geppetto farebbe con Pinocchio. Pubblicate nel '95 a spese proprie senza una casa editrice, in sedici anni le Favole del Pierotti hanno fatto il giro del pianeta: sono utilizzate dalla Società Dante per insegnare l'italiano nelle scuole di mezzo mondo, sono state la scintilla per percorsi didattici, hanno dato vita a spettacoli teatrali e radiofonici, ne esisto traduzioni persino in braille. Ma in libreria è impossibile trovarle.
«Dopo tante fatiche e le belle risposte ottenute - confessa l'autore - mi piacerebbe vedere le mie favole pubblicate da una grande casa editrice. Penso che davvero ne valga la pena. Comunque sia io non mi scoraggio e come ho fatto in questi sedici anni proseguo per la mia strada».
Dopo aver scritto i primi racconti "Il falco" e "Scarpe", era il 1991, Pierotti capì subito che si prestavano a una lettura radiofonica. «Iniziai a proporli in giro - racconta - e dovunque andassi raccoglievo giudizi entusiastici e inviti a scriverne altri. Così, col tempo, misi insieme otto racconti e decisi di fare il grande passo del libro». Non trovando una casa editrice disposta a pubblicarlo, se non dietro compenso, Pierotti non si scoraggiò: «Se proprio devo pagare di tasca mia, mi dissi, tanto vale che lo stampi in proprio, così sarà come lo voglio io».
In copertina mise una fotografia trovata per caso di Mauro Beldramme - che poi scoprì, con sorpresa, essere suo concittadino - si assicurò la collaborazione di Alberto Fremura per arricchire ogni racconto con un'illustrazione, e mise insieme quattro firme per altrettante prefazioni. Queste firme sono del critico Manrico Testi, del professor Franco Judica, del già citato Fremura e dell'amica e giornalista Maria Fantacci.
Le "Favole di ogni giorno", questo il titolo del libro fresco di stampa, erano nate dalla voglia matta di mettere per scritto pensieri e aneddoti, che parola dopo parola avevano preso la forma di racconti fantasiosi e surreali. Racconti dove spesso e volentieri gli oggetti e gli animali parlano e dove l'uomo, messo a nudo di fronte alle sue debolezze, ai suoi vizi e alle sue ambizioni, non è che poi ci faccia una bella figura. A cavallo tra allegoria e satira, le Favole del Pierotti colpiscono anche per il linguaggio semplice e pungente, frutto di un acume tutto toscano. «Fatto il libro - racconta ancora l'autore - mi convinsi che non potevo fermarmi a gongolarmi sugli allori. Era giunto il momento di promuoverlo, ed oltre a contattare le radio andai anche nelle scuole. Alle Fibonacci di Pisa, grazie alla collaborazione del professor Walter Baccellini, ne nacque un percorso didattico e poi uno spettacolo teatrale, rappresentato dai bambini al Sant'Andrea». Pierotti racconta di aver messo insieme, dal '95 ad oggi, oltre 6mila disegni di bambini dedicati ai suoi racconti.(g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
