Il Tirreno

Pontedera

A caccia di terreni per un maxi centro di salute mentale

di Francesca Suggi
A caccia di terreni per un maxi centro di salute mentale

Una società di Roma sta contattando gli agricoltori L’appetito dei capitolini si scatena su Mazzolla

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VOLTERRA. Un paio di settimane fa i primi contatti. Prima telefonici e poi di persona. In quei poderi bucolici di Mazzolla. Da una parte tanti agricoltori che da anni spendono denaro e fatica su quei terreni, dall’altra una società romana in cerca di quelle aree agricole per metter su un maxi progetto di salute mentale.

Domenico Carlino, amministratore delegato di Open Design Immobiliare srl vede nel futuro di Mazzolla niente meno che un “Giardino delle neuroscienze”: una sorta di progetto clinica da oltre 2mila ettari per la cura e la ricerca delle malattie mentali e del cervello, con un polo universitario, costituito da facoltà attinenti a quelle patologie. L’operazione è ambiziosa e ricorda quella proposta, sempre da Odi nel 2010 in quel di Rieti: anche in quel caso furono contattati i proprietari di terreni agricoli sempre per una clinica così. La proposta scuote e alletta allo stesso tempo. La crisi colpisce tutti ai fianchi, agricoltori compresi. Si tratterebbe di una struttura ospedaliera privata per la cura delle malattie del cervello, per la cura e detenzione dei malati psichici su disposizione del tribunale, con laboratori di ricerca, aule di didattica anche universitaria, residenze, uffici: tutto questo viene specificato nel fac-simile di contratto prelimare di compravendita consegnato ai diretti interessati. E si specifica: “Tale struttura edificatoria dovrà essere realizzata su parte dei terreni agricoli”. Sì, perchè i lotti che interessano Carlino, al catasto dei terreni, sono identificate come aree agricole: per renderli edificabili c’è bisogno di una variante al Prg. Difficile capirne di più dall’amministratore, perché il telefono squilla a vuoto. Intanto tanti agricoltori reagiscono con un sonoro “o soldi subito, o niente”. Strano che un progetto del genere sia pressoché sconosciuto alle istituzioni locali. Stando ai racconti dei coltivatori, Carlino, a Volterra, è stato presentato da un membro dell’organo di indirizzo della Fondazione Crv. Ma il segretario generale Sclavi sottolinea che la Fondazione non c’entra. «Se questa persona ha agito, lo ha fatto a titolo personale».

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