Il Tirreno

Pontedera

Per la sagra avanti tutta dubbi sull’uso del tendone

di Giacomo Pelfer

A due settimane dalla manifestazione all’Arci de La Serra servono risposte In Comune gli uffici stanno lavorando. Gabbanini: «Devono approfondire»

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MINIATO. Lungo la strada lo striscione parla chiaro. In programma la Sagra del Baccello, dal 25 aprile al Primo maggio, uno dei quattro appuntamenti gastronomici organizzati dall’Arci, a La Serra, come da tradizione. Eppure, sulla festa, pende quest’anno il grande punto interrogativo legato alle vicende del tendone, requisito dall’amministrazione per il mancato rispetto dell’ordinanza di demolizione scaduta l’11 febbraio scorso.

A due settimane dalla sagra, si tratta di capire se il Comune riuscirà a sciogliere in tempi ragionevoli il nodo della gestione, oppure se la struttura resterà ancora inutilizzabile, costringendo gli organizzatori a trasferire la festa altrove o a valutare davvero, come già ipotizzato, l’installazione di un secondo tendone.

Montata nel 2008 in forma temporanea per finanziare la nuova Casa del popolo della frazione, la struttura era stata dichiarata «abusiva» per la realizzazione di un pavimento in cemento. Un’illegalità da sanare con la variante al progetto, presentata in Comune già a gennaio 2011, ma arrivata in approvazione troppo tardi, oltre la proroga concessa all’ordinanza di demolizione. Da qui il pasticcio, con il passaggio gratuito di proprietà nelle mani del Comune, chiamato adesso a sciogliere il nodo della gestione.

L’Arci de La Serra punta a un affidamento diretto, soprattutto per non vanificare il lavoro condotto negli anni da decine di volontari. Si tratta, però, di valutarne la fattibilità. Non è da escludere, infatti, neppure l’ipotesi di una gestione da parte del Comune, con la stesura di un regolamento per concedere lo spazio in affitto alle varie associazioni che ne faranno richiesta.

Una scenario che i volontari considerano come una vera beffa: «Non pagheremo mai l’affitto per qualcosa che era nostro e che ci è stato tolto», spiega Tiberio Mannaioni, presidente del circolo Arci.

Intanto la sagra si avvicina, e difficilmente il Comune scioglierà la questione entro il 25 aprile. «Si tratta di trovare la miglior soluzione che sia nella legalità – dice il consigliere comunale Francesco Lupi (Pd) –. È una fase delicata di studio e di dialogo per valutare i vari scenari, verificando in che modo dare in gestione la struttura, se con un affidamento diretto o coinvolgendo altri soggetti. Fino ad allora, a regola, il tendone non sarà utilizzabile».

Nessun commento dalla segretaria Pd de La Serra Manola Guazzini, che ci blocca immediatamente spiegando di non avere «alcuna competenza in materia», e di non voler intervenire su un argomento che, a quanto pare, risulta più scomodo e spinoso di quanto sembra. Lo dimostra anche la linea del sindaco Vittorio Gabbanini, che rinvia al mittente ogni domanda spiegando che «gli uffici ci stanno ancora lavorando».

«Devono approfondire la questione e ricostruirne i passaggi – spiega Gabbanini –. Attendiamo che gli uffici ci relazionino». Intanto c’è un paese, e non solo, che attende risposte, soprattutto in vista dell’imminente sagra. Dall’Arci, tuttavia, si dicono sicuri di poter sfruttare l’area per noleggiare e installare un secondo tendone a fianco del precedente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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