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Pontedera

«Arbitri e non giocatori» Pieroni chiude a Rossi

di Manolo Morandini
«Arbitri e non giocatori» Pieroni chiude a Rossi

Pirogassificatore, la Provincia blocca il ricorso dei suoi uffici al Consiglio di Stato Ma il governatore replica: «Non ha senso, i pareri tecnici sono tutti favorevoli»

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CASTELFRANCO. Tra politica e ruolo dei tecnici il presidente della Provincia Andrea Pieroni marca la differenza e respinge l’accusa del governatore Rossi di aver assunto «una posizione ondivaga» nella vicenda del pirogassificatore di Castelfranco. La strada è segnata: niente ricorso al Consiglio di Stato in merito all’ordinanza del Tar che sospende - in via cautelare - la costruzione dell’impianto della Waste Recycling. La Regione resta isolata.

A sbarrare la strada alle determine disposte dalla dirigente del Servizio ambiente della Provincia, Laura Pioli, per ricorrere al Consiglio di Stato è un analogo atto del direttore generale, Giuliano Palagi. «Siamo arbitri e non giocatori – afferma Pieroni – abbiamo quindi il diritto-dovere di esprimere la nostra posizione politica, che non è mai cambiata nel tempo: no alla realizzazione dell’impianto nell’area indicata. Un indirizzo che non mette in discussione la bontà della sperimentazione in siti a nostro giudizio meno impattanti».

Ma il governatore Rossi non ha dubbi. «La Provincia di Pisa di fronte a un’azienda che intende insediarsi si dichiara arbitro, nel senso che non sa decidere se il progetto ha i requisiti o meno. Non c’è nessuna ragione per essere arbitri quando i pareri tecnici sono tutti favorevoli». «D’altra parte - aggiunge Rossi - la sospensiva decisa dal Tar è relativa al documento della stessa Provincia, che prima rilascia l’autorizzazione e poi si dichiara arbitro. Ne deduco che l’Amministrazione provinciale è arbitro anche verso se stessa. A causa di questo la Toscana perde importanti investimento e posti di lavoro, quando ce ne sarebbe bisogno come il pane. Sono convinto che su questi aspetti è necessario un salto di qualità e la vicenda del pirogassificatore è solo una delle tante. Ripeto: quando un imprenditore presenta un progetto nel rispetto delle normative e dei pareri tecnici ha il diritto di portarlo in fondo».

Sul fronte opposto Pieroni risponde al “fuoco”. «La Provincia si è assunta le sue responsabilità politiche e gestionali, da qui il processo autorizzativo positivo, ma a fronte di una scelta discrezionale come quella relativa al ricorso in appello al Consiglio di Stato è la politica che effettua la scelta e quindi abbiamo deciso di rivedere l’atto di costituzione in giudizio, nella convinzione che quello che conta sono il giudizio e la decisione di merito del Tar». In merito agli investimenti sottolinea: «La precondizione per realizzarli è un quadro normativo chiaro, stabile con procedure snelle, che non eludano il tema della partecipazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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